In viaggio nei Balcani

In viaggio nei Balcani

Scrivo dopo il primo giorno di una visita in sei paesi dei Balcani occidentali che hanno iniziato il loro percorso di ingresso nell’Unione europea. La prima tappa, ieri, è stata il Montenegro, il Paese che ha fatto più strada nei negoziati con l’Ue e che è anche a un passo dall’entrare nella Nato. Oggi continuerò a Sarajevo e a Skopje, domani a Belgrado e a Tirana, sabato a Pristina. Qui l’editoriale che ho scritto per alcuni giornali dei Balcani alla vigilia della partenza. A Podgorica ho visto il presidente Filip Vujanovic, il premier Dusko Markovic (qui la conferenza stampa con lui) e il presidente del parlamento Ivan Brajovic prima di tenere un discorso davanti ai deputati. Il mio messaggio a tutte le istituzioni, lo stesso che ripeterò anche nelle altri capitali, è che le porte dell’Unione sono aperte ai Paesi dei Balcani. Non si tratta di un “allargamento” dell’Unione, ma di una “riunificazione” – perché i Balcani sono Europa, e in questi nostri primi sessant’anni di storia, che ci apprestiamo a festeggiare, abbiamo ormai compreso che lavorare insieme è molto più conveniente che combattersi. E ricordarlo qui, a venti anni dall’ultima delle “guerre europee” del secolo scorso, ha un valore speciale. Così come ha un valore speciale ragionare qui del futuro dell’Unione Europea, ricordandoci che in realtà non sarà affatto un’Unione a 27, dopo l’uscita della Gran Bretagna tra qualche anno, perché per uno Stato Membro che lascerà la nostra Unione ne avremo altri che ne diventeranno parte. Proprio in preparazione delle celebrazioni dei Trattati del 1957, lunedì ho avuto il piacere di essere a Roma per incontrare il Presidente del...