Cooperazione, la parola chiave per l’Unione europea

Cooperazione, la parola chiave per l’Unione europea

Scrivo al termine di una settimana trascorsa tra l’Etiopia, Bruxelles e Monaco, una settimana di lavoro sull’Africa e con l’Africa, e sulla nostra sicurezza comune. Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, ad Addis Abeba, è stata l’occasione per fare un punto con i nostri partner africani sul lavoro comune per la crescita sostenibile, la sicurezza e la stabilità, il rispetto della democrazia e dei diritti umani, su una gestione rispettosa dei flussi migratori. Intanto con i rappresentanti delle istituzioni etiopi: la presidente Sahle-Work Zewde, il premier Abiy Ahmed e il ministro degli Esteri Workneh Gebeyehu. L’Europa sostiene il processo di riforme interno e il dialogo di questi mesi tra Etiopia ed Eritrea, che dopo decenni di conflitto sta dando speranza a un continente intero. Ne ho parlato qui. La presenza dell’Unione europea è forte in Etiopia, anche in sostegno di quanti sono tornati dopo avere affrontato viaggi drammatici per cercare un avvenire migliore altrove. Ho incontrato alcuni di loro in un centro gestito, con il sostegno europeo, dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni, insieme con il direttore generale Antonio Vitorino. Questi ragazzi e queste ragazze, alcuni ancora bambini, stanno seguendo corsi e riceveranno un piccolo sostengo economico che permetterà loro, una volta rientrati a casa, di tornare a scuola o avviare un’attività. Qui il video. Del rapporto strategico tra Europa e Africa ho parlato con il presidente dell’Unione africana Moussa Faki, il presidente del Burkina Faso Roch Kabore, il presidente della Repubblica Centrafricana Faustin Archangel Touadera, il presidente della Repubblica democratica del Congo Félix Antoine Tshilombo Tshisekedi, il presidente della Somalia Mohamed Abdullahi Farmajo, il...
Un partner forte, affidabile, indispensabile

Un partner forte, affidabile, indispensabile

Scrivo alla fine di una settimana particolarmente densa di incontri, tra Bruxelles con la ministeriale Nato, Bonn per il G20, e Monaco per la Security Conference. Il messaggio che ho raccolto nei tantissimi incontri bilaterali che ho avuto – e che ho rilanciato dal palco di Monaco – è che nel mondo si guarda all’Unione Europea come un partner forte, affidabile, cooperativo, indispensabile. Molto più forte di quanto noi stessi spesso pensiamo. E ancora più indispensabile in tempi pericolosi e confusi, in cui le regole sono troppo spesso percepite come una costrizione per alcuni invece che come una garanzia per tutti. L’Unione Europea è un punto di riferimento quando si parla di pace, multilateralismo, sviluppo, diritti, commercio libero ed equo. E anche quando si parla di sicurezza, per le operazioni militari e le missioni civili che abbiamo nel mondo, per la nostra collaborazione con la Nato. Ma non solo. È un’illusione credere di affrontare le sfide che abbiamo davanti solo con la forza militare. L’Unione Europea investe in sviluppo, in promozione dei diritti, in istruzione, in politiche contro i cambiamenti climatici, in società forti – piuttosto che nella pericolosa illusione che “uomini forti” possano rendere stabili i propri paesi. Non è filantropia, non sono “buoni sentimenti”, ma un investimento razionale anche sulla nostra sicurezza. L’ho detto ieri dal palco della Munich Security Conference, qui il video. Le disuguaglianze creano instabilità e fragilità, e di questo abbiamo parlato al G20 di Bonn. Non si tratta più, come in passato, di ragionare su cosa possiamo fare “per” l’Africa, ma di cosa dobbiamo fare insieme, “con” l’Africa. Siamo partner per la pace a la sicurezza, per la...
Dalla Siria alla Corea, le giornate di Monaco

Dalla Siria alla Corea, le giornate di Monaco

Sono stati giorni intensi alla Security Conference di Monaco. Del lavoro sulla Siria e sul Medio Oriente ho già raccontato. Ma sono stati moltissimi gli incontri bilaterali e le altre occasioni di confronto: la conversazione con Javad Zarif sull’Iran e il futuro della regione, il coordinamento con Jens Stoltenberg sul lavoro della Nato e dell’Unione Europea nell’Egeo, l’incontro con la delegazione del Parlamento della Libia sul futuro del paese ed il sostegno della comunità internazionale al prossimo governo di unità nazionale. Federica Mogherini and Sergey Lavrov in Munich Federica Mogherini with Abdullah II Al Hussein, King of Jordan, in Munich Federica Mogherini with Sameh Hassan Shoukry, Foreign Minister of Egypt Federica Mogherini and Javad Zarif, Minister of Foreign Affair Islamic Republic of Iran Federica Mogherini and Jens Stoltenberg Secretary General of NATO Federica Mogherini meets Giorgi Kvirikashvili, Prime Minister of Georgia Federica Mogherini with Andrei Galbur, Foreign Minister of Moldova Jan Eliasson, Sergei Lavrov, John Kerry and Federica Mogherini in Munich Federica Mogherini and Petro Poroshenko, President of Ukraine, in Munich Federica Mogherini and Masoud Barzani, President of the Kurdistan Region of Iraq Federica Mogherini with Yun Byung-se, Foreign Minister of South Korea Federica Mogherini and Denis Zvizdic, Prime Minister of Bosnia and Herzogovina Federica Mogherini with the President of the House of Representatives of Libya Ageelah Saleh Issa Kobler, Mogherini, Shoukry, Ayrault, Gentiloni, Hammond, Kerry and Steinmeier in Munich E poi gli incontri con il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko, con il Presidente della Slovenia Borut Pahor, con il Presidente della regione del Kurdistan iracheno Masoud Barzani, con il Primo Ministro della Georgia Giorgi Kvirikashvili, con il ministro degli...
Un rapporto per salvare la prospettiva dei due Stati in Medio Oriente

Un rapporto per salvare la prospettiva dei due Stati in Medio Oriente

Ieri a Monaco ho riunito il Quartetto sul Medio Oriente – John Kerry per gli USA, Sergei Lavrov per la Russia, Jan Eliasson in rappresentanza di Ban Ki-moon per le Nazioni Unite. Perché il moltiplicarsi delle crisi attorno a noi non può farci dimenticare la necessità, ed anche l’urgenza, di aiutare a costruire una soluzione per il conflitto israelo-palestinese. Abbiamo deciso di lavorare insieme da subito ad un rapporto, che contenga delle raccomandazioni per rilanciare la prospettiva dei due Stati. Lo faremo in coordinamento con  il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e con i principali attori regionali: la Giordania, l’Egitto, l’Arabia Saudita – lavorando anche sulla base della Arab Peace Initiative. E lo faremo in collegamento diretto con le parti: gli israeliani ed i palestinesi. Per questo ho chiamato ieri Benjamin Netanyahu e Abu Mazen, dai quali ho ricevuto disponibilità ad avviare questo percorso. Qui il video della conferenza stampa che ha seguito...