Un’Unione indispensabile, per gli europei e per il mondo

Un’Unione indispensabile, per gli europei e per il mondo

Scrivo da Bruxelles, in una giornata in cui le istituzioni europee aprono le porte ai cittadini. Un bel modo di ricordare che l’Unione Europea è di tutti gli europei – come protezione nel mondo globalizzato, come garanzia di diritti, come opportunità di pace e di crescita economica. Tra le varie iniziative, abbiamo portato da Sant’Anna di Stazzema al Servizio di azione esterna una mostra di disegni di bambini da tutto il mondo sulla pace. Ieri invece ero a Firenze, alla conferenza annuale dell’Istituto universitario europeo sullo “stato dell’Unione”. Ho risposto alle domande di Roula Khalaf del Financial Times, raccontando quello che tutti i nostri partner nel mondo mi dicono ogni giorno: che c’è un gran bisogno di un’Unione Europea forte, sempre più potenza indispensabile nel difficile scenario internazionale di oggi. Qui il video dell’incontro. E nella settimana che si conclude ho incontrato molti dei nostri partner, a Bruxelles, a partire dai nostri vicini nel Mediterraneo. Martedì ho aperto la “settimana della Tunisia” del Parlamento Europeo, col presidente Antonio Tajani ed il presidente del parlamento tunisino Mohamed Ennaceur. Ho ribadito che la Tunisia non è solo un paese fondamentale per la stabilità della nostra regione, ma una speranza di democrazia in tempi difficili. Anche per questo la Tunisia – e in particolare i suoi giovani – può contare su tutto il nostro sostegno. Qui il mio discorso. Ma in questi giorni abbiamo lavorato anche sulla Libia: ieri ho sentito il premier Fayez Al Serraj e il ministro degli esteri emiratino Abdullah Bin Zayed, per parlare dell’incontro di Serraj con Khalifa Haftar. Qui il comunicato. Giovedì invece ho presieduto la riunione annuale della...
Di ritorno dagli Stati Uniti

Di ritorno dagli Stati Uniti

Scrivo di ritorno dalla mia visita di due giorni a Washington, la prima dall’insediamento della nuova amministrazione. È stata l’occasione innanzitutto per aprire un canale di comunicazione diretto, dopo i primi contatti telefonici, e presentare le priorità dell’Europa. Ma soprattutto per iniziare a definire insieme in quali campi possiamo avere approccio e interessi comuni: le grandi crisi internazionali a partire dalla Siria e dall’Ucraina, la piena attuazione dell’accordo sul nucleare iraniano, la lotta contro il terrorismo. Vi sono temi su cui, invece, potremo non essere d’accordo, che si parli di libero commercio, di cambiamento climatico o di multilateralismo. Come Unione Europea, non potremo che avere un approccio pragmatico, basato sui nostri valori e sui nostri interessi, in spirito di amicizia ma anche con priorità ben chiare da cui non intendiamo derogare. Gli incontri che ho avuto sono stati molto positivi. Ho trovato nei miei interlocutori, al dipartimento di Stato così come alla Casa Bianca e al Congresso, grande interesse a collaborare e rispetto per l’Unione Europea. Con il segretario di Stato, Rex Tillerson, abbiamo discusso tra le altre cose di rapporti transatlantici, di lotta al terrorismo, di Siria e Ucraina, dei piani dell’Unione Europea per rafforzare la propria difesa. I principali dossier di politica estera, a partire dall’intesa con l’Iran, sono stati anche il tema dei miei colloqui alla Casa Bianca – con il consigliere per la Sicurezza nazionale, Michael Flynn, e con il consigliere del presidente Jared Kushner – e dei numerosi incontri che ho avuto al Congresso, con parlamentari di maggioranza e di opposizione. Ho visto i senatori Jack Reed, Chris Murphy, Jeanne Shaheen e Lindsay Graham, e i...
A Malta, coi nostri partner africani e libici

A Malta, coi nostri partner africani e libici

Scrivo in viaggio verso gli Stati Uniti, dove avrò una serie di primi incontri con la nuova Amministrazione americana, a partire dal segretario di Stato Rex Tillerson e dal National Security Advisor Michael Flynn. Ne scriverò nei prossimi giorni. Ma oggi voglio raccontare innanzitutto una giornata importante di lavoro con la Presidenza maltese e con i nostri partner libici e africani. Prima all’incontro per fare il punto sul lavoro sulla migrazione che stiamo facendo insieme – Europa, Africa, organizzazioni internazionali come l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e l’Organizzazione per le migrazioni (Iom) – dopo il vertice di Valletta di un anno fa: smantellare le reti dei trafficanti, salvare vite, investire nello sviluppo locale. Un lavoro che inizia a dare i primi frutti, e che continueremo a portare avanti insieme. Cooperazione, partenariato, rispetto: questa è la via europea alla gestione delle migrazioni, ed è anche per questo che il nostro lavoro acquista un’importanza particolare, in un mondo che sempre più si chiude nell’illusione dei muri. Qui il video del mio intervento oggi a Malta. E il segno della cooperazione, del rispetto e del partenariato è anche quello che oggi ci ha portato a bordo della nave San Giorgio per consegnare, insieme al primo ministro maltese Joseph Muscat e al ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti, i diplomi di fine corso al primo gruppo di guardiacoste libici addestrati dall’Operazione dell’Unione Europea Sophia. Nelle acque internazionali abbiamo in questo anno salvato più di 33.000 persone, consegnato alla giustizia più di 100 sospetti trafficanti, reso inutilizzabili quasi 400 imbarcazioni. Ora, con la formazione della guardia costiera libica, rafforzeremo la capacità dei nostri partner di operare nelle acque...
Una conferenza a Bruxelles per il futuro della Siria

Una conferenza a Bruxelles per il futuro della Siria

Scrivo in viaggio da Strasburgo, dove abbiamo tenuto la riunione settimanale del Collegio dei Commissari, verso Davos, dove da stasera parteciperò ad alcune sessioni del World Economic Forum e farò una serie di incontri bilaterali con interlocutori istituzionali e partner internazionali. In giorni in cui l’attenzione mediatica si concentrerà su una complicata transizione dell’Amministrazione statunitense, il nostro lavoro resta incentrato sul ruolo che l’Unione Europea gioca, e continuerà a giocare, nella nostra regione e nel mondo. Per la pace, la sicurezza e la stabilità. A cominciare dalla Siria, su cui abbiamo lavorato ieri a Bruxelles durante il Consiglio Affari Esteri. La nostra iniziativa regionale per preparare il futuro del paese continua, in stretto collegamento con le Nazioni Unite e tutti i paesi della regione, che hanno mandato le loro delegazioni a Bruxelles in questi giorni per discutere di come facilitare insieme la transizione politica, processi di riconciliazione, e aprire una fase di ricostruzione del Paese. Abbiamo anche deciso che l’Unione Europea, insieme alle Nazioni Unite, ospiterà a Bruxelles in primavera una conferenza internazionale sul futuro della Siria e della regione. Sarà innanzitutto un incontro politico, per provare a chiudere questi sei anni drammatici di conflitto ad aprire il capitolo della transizione e ricostruzione. Ma sarà anche l’occasione per rafforzare il sostegno umanitario ad una popolazione stremata, dentro e fuori i confini della Siria. L’Unione Europea investe più di chiunque altro per aiutare i siriani, e continuerà a farlo: proprio questo, ed il fatto che non siamo parte in causa nel conflitto, ci dà una credibilità che oggi siamo pronti ad usare anche per facilitare una soluzione politica della crisi....
Dodici cose da portare nel 2017

Dodici cose da portare nel 2017

Primo giorno dell’anno, tempo di bilanci e propositi per i mesi che verranno. Il 2016 è stato un anno molto difficile, e il 2017 si apre con un terribile attacco a Istanbul che ci ricorda in modo drammatico che il lavoro da fare – per sconfiggere il terrorismo, così come per mettere fine ai troppi conflitti della regione – è un lavoro da fare insieme. Insieme, cercando e costruendo ogni giorno l’unità delle nostre comunità; e insieme ai nostri partner, iniziando dai nostri vicini. L’anno che inizia non sarà facile, ma ci sono alcune cose che siamo riusciti a costruire nel 2016 e che possiamo portare con noi per aiutarci lungo la strada. Questi sono i dodici momenti che porto con me, per guidare il lavoro di questo 2017.   Una Strategia Globale per la nostra politica estera È stata il frutto del lavoro di mesi, che si è concluso in un momento molto particolare.  I cittadini della Gran Bretagna avevano appena votato per lasciare l’Unione Europea. Alcuni pensavano fosse meglio aspettare tempi migliori, ma per me era ancora più importante, proprio in quelle ore, delineare una Strategia condivisa, di tutta l’Unione, per la nostra politica estera e di sicurezza comune. Così, dopo mesi di un grande lavoro collettivo, ho presentato la Strategia Globale al Consiglio Europeo del 28 giugno: un’idea chiara e condivisa sul percorso da seguire, sui bisogni dei nostri cittadini, su ciò che dobbiamo cambiare e – anche e soprattutto – sulla nostra forza, che dobbiamo usare in modo più orgoglioso e consapevole, insieme, da europei. Da giugno a oggi la Strategia Globale ha già iniziato a...