Due giorni di lavoro al Parlamento europeo

Due giorni di lavoro al Parlamento europeo

Scrivo di rientro da due giorni di lavori parlamentari a Strasburgo, dove ho introdotto nella plenaria del Parlamento Europeo molti dibattiti: in particolare, tra gli altri, quelli sui rapporti tra Unione Europea e Turchia (qui il video e il testo del mio intervento), sul nostro lavoro sulla Siria (qui i video del mio intervento in apertura di dibattito e della replica, qui il testo), sul rafforzamento della nostra cooperazione su difesa e sicurezza (qui spiego le nostre proposte, qui il dibattito). Sempre a Strasburgo, nella riunione del Collegio della Commissione Europea abbiamo adottato delle importanti proposte per la nostra politica di cooperazione allo sviluppo, che ci consentiranno di lavorare uniti, come europei, alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati con l’Agenda 2030 l’anno scorso all’Onu. Ne abbiamo parlato oggi insieme alla Commissione Sviluppo del Parlamento. Qui il video della conferenza stampa. Infine, oggi abbiamo ricordato i dieci anni di stretta cooperazione tra Unione Europea e Consiglio d’Europa insieme al Segretario Generale Thorbjørn Jagland – sui diritti umani, lo stato di diritto, la democrazia sul nostro continente e nella nostra...
A Strasburgo per lo “stato dell’Unione”. Un piano di investimenti per la nostra regione

A Strasburgo per lo “stato dell’Unione”. Un piano di investimenti per la nostra regione

Scrivo oggi di ritorno da Strasburgo, dove Jean-Claude Juncker ha presentato il suo discorso sullo “stato dell’Unione” in un momento in cui l’Europa è chiamata a essere all’altezza di molte sfide. Come i conflitti a noi vicini, il terrorismo, la povertà e l’immigrazione. Temi che possono essere affrontati davvero solo a livello europeo, con politiche comuni. Alcuni cercano di vendere l’illusione di poter “riconquistare sovranità”, nel mondo globale di oggi, attraverso un ripiegamento all’interno dei confini nazionali del secolo scorso. In realtà, l’unico modo che abbiamo per farlo è proprio attraverso la nostra Unione: nel mondo in cui viviamo, essere Europei non significa “cedere” ma piuttosto “riconquistare” sovranità, di fronte a problemi e attori globali che sono più grandi di ognuno dei nostri singoli stati nazionali. È quello che vediamo anche per il Piano esterno di investimenti dell’Unione Europea che ho presentato oggi: l’obiettivo è sbloccare 44 miliardi per progetti in Africa e nei Paesi a noi vicini, a partire dal Mediterraneo. È una rivoluzione copernicana nelle politiche di sviluppo. Per la prima volta, si mettono insieme fondi europei, degli Stati membri che aderiranno, di istituzioni finanziare come la Banca europea di investimenti, e di imprese private per realizzare progetti che creino posti di lavoro e sviluppo in quei paesi in cui povertà e insicurezza tolgono il futuro a intere generazioni. E il sostegno sarà non solo finanziario: attraverso le delegazioni europee, le nostre ambasciate, aiuteremo gli imprenditori a realizzare i progetti laddove le condizioni sono più difficili, nei paesi più fragili. È un investimento innanzitutto sui giovani. Anche europei, perché europee saranno le iniziative finanziate. Qui c’è la conferenza stampa...
Al lavoro, con più determinazione di prima

Al lavoro, con più determinazione di prima

Scrivo in viaggio da Strasburgo a Varsavia, dalla sessione del Parlamento Europeo al vertice della NATO. A Strasburgo è stata una sessione intensa, con la presentazione in plenaria della Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza (qui il video), la discussione sui nostri rapporti con la Cina (dove sarò la prossima settimana per il vertice UE-Cina, qui il video dell’intervento), la presentazione del rapporto del Quartetto sulla via da seguire per la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina (qui il video). Nella seduta di ieri, ho avuto anche l’opportunità di annunciare una bella notizia all’Aula: un altro bambino è nato a bordo di una delle navi dell’operazione Sophia – che porta il nome di una bimba nata l’estate scorsa su una delle nostre navi. È un piccolo segnale di speranza, di vita, che racconta un’Europa che salva e che accoglie. L’Europa migliore. E il contrasto non potrebbe essere più netto con quello che è successo a Fermo. Il nostro continente, che ha conosciuto gli orrori del passato, non può lasciare posto al razzismo, all’odio, alla violenza. È anche per questo che il nostro lavoro continua, che l’Unione va avanti, con più forza e determinazione di prima. Perché ciò che abbiamo – un’Europa unita, spazio di pace e di libertà – ha un valore che a volte diamo per scontato, ma che va coltivato ogni giorno. L’ho visto in modo chiarissimo lunedì a Parigi, al vertice con i leader dei paesi dei Balcani occidentali, insieme a François Hollande e Angela Merkel. Vista da lì, da quella parte di Europa che ancora venti anni fa era distrutta dalla guerra, l’Unione Europea...
Di qua e di là dall’Atlantico

Di qua e di là dall’Atlantico

Scrivo alla fine di due giornate particolarmente intense, tra New York, Washington e Strasburgo. Ieri al Parlamento Europeo ho presentato la proposta di “migration compact” dell’Unione Europea: più fondi al Trust Fund per l’Africa che avevamo lanciato a dicembre, e un nuovo piano di investimenti per paesi chiave dell’Africa e non solo, passando finalmente ad una logica di partnership per una gestione comune dei flussi migratori. Qui la mia replica in aula alle domande degli europarlamentari. Lunedì invece ho passato la mattina a New York, al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite, per un incontro con Ban Ki-moon sulla cooperazione tra Unione Europea e Nazioni Unite: dalla Siria alla Libia, dalla gestione delle migrazioni allo Yemen, al lavoro per rilanciare il processo di pace tra Israele e Palestina. E proprio da questo è partito il mio briefing al Consiglio di sicurezza, aggiornando il Consiglio sul lavoro che stiamo facendo col Quartetto per il Medio Oriente, e coprendo poi tutti i settori di cooperazione tra UE e Onu. Qui il testo e il video del mio intervento. Nel pomeriggio di lunedì poi a Washington, al Global Forum dell’American Jewish Committee. Dopo un incontro col Isaac Herzog, il leader laburista israeliano, ho avuto l’onore di rivolgermi ai tantissimi delegati, in una fantastica sessione tutta al femminile di “world leaders” insieme a Susan Rice, National Security Advisor di Obama, e Claudia Ruiz, ministro degli Esteri messicano. Il video e il testo del mio discorso – sulla nostra lotta contro l’anti-semitismo e tutti i razzismi, e sul legame indissolubile tra la pace e la sicurezza di Israele – sono qui. Ora di nuovo in viaggio (settimana impegnativa…) per...