Tra i Baltico e il Mediterraneo

Tra i Baltico e il Mediterraneo

Quella che si è conclusa è stata una settimana che, dopo la visita alle Nazioni Unite a New York, ho passato tra nord e sud, tra il Mediterraneo e il Baltico. Scrivo di ritorno da Roma, dove è stata un’emozione per me tornare alla Camera, per aprire insieme a Laura Boldrini e a Piero Grasso l’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo. Insieme ai parlamentari dei paesi dell’Unione Europea, dei Balcani, del Medio Oriente e del Nord Africa, abbiamo discusso del lavoro che stiamo facendo per rimuovere ostacoli e costruire nuovi canali di accesso – soprattutto per i giovani e le donne – al mercato del lavoro, alle istituzioni, alla partecipazione nella società e in politica. Qui il mio intervento. Mercoledì, a Bruxelles, avevo incontrato alcuni dei nostri vicini del Mediterraneo: il ministro degli esteri tunisino Khémaies Jhinaoui, per preparare il Consiglio di associazione tra Unione Europea e Tunisia, con un’attenzione particolare proprio alle opportunità per i giovani (qui il comunicato); e il ministro turco per l’Europa, Omer Celik, per parlare del futuro dei nostri rapporti con la Turchia. Giovedì il lavoro sul versante sud è proseguito alla conferenza per la Somalia, a Londra, con il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres, e il Presidente dell’Unione Africana Moussa Faki – che sarà con noi domani a Bruxelles, per un Consiglio dei Ministri degli Esteri dei 28 stati membri quasi interamente dedicato all’Africa. Qui il mio intervento alla conferenza sulla Somalia, qui quello alla sessione sugli aiuti umanitari per far fronte alla carestia che sta affliggendo il Corno d’Africa. Dal sud al nord, venerdì ero in Estonia, per preparare insieme il primo semestre di...
L’Europa è quello che decidiamo di farne

L’Europa è quello che decidiamo di farne

L’Europa è quello che decidiamo di farne. È il messaggio di queste due giornate romane, che da celebrazione per i sessant’anni della nostra Europa unita si sono trasformate in occasione per rilanciare l’Unione. Con una volontà forte e rinnovata di tutti i 27 Stati Membri che, dopo l’uscita della Gran Bretagna, continueranno a costruire il proprio futuro insieme. Con passi concreti, perché il bisogno di un’Europa più unita si fa sentire nella vita quotidiana di tutti gli europei. Un bisogno di sicurezza e di protezione in un mondo fragile e globalizzato. Ma anche un’opportunità di crescita per le nostre aziende, di pace per la nostra regione, di diritti che siano davvero uguali per tutti. E a Roma, con tutti i leader europei, abbiamo preso l’impegno ad andare avanti, concretamente, verso un’Europa più unita, e quindi più giusta, più forte, più solidale. Qui alcuni degli eventi cui ho partecipato tra ieri e oggi. Ho iniziato alla Rai, ospite di UnoMattina (qui il video, dal minuto 48:12). Poi nella sala dell’Acquario romano, insieme al premier maltese Joseph Muscat, abbiamo risposto alle domande di tanti europei ed europee in un “Citizens Dialogue”. Durante la giornata ho incontrato anche i Rettori delle Università europee, il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (qui il video), i giovani federalisti. Poi la sera con il Partito dei socialisti e democratici europei, perché un’Europa che innova e che protegge ha bisogno dell’impegno di noi democratici. L’Europa è quello che decidiamo di farne, insieme. Qui testo e video del mio discorso. Stamattina alle celebrazioni ufficiali dei sessant’anni dei Trattati di Roma, poi al Quirinale col Presidente Mattarella,...
L’orgoglio dell’Europa, il bisogno di Europa

L’orgoglio dell’Europa, il bisogno di Europa

Una giornata tra Roma e Parigi, con due bei momenti questa mattina per celebrare la Festa dell’Europa, prima di tornare al lavoro sulla Siria, insieme a John Kerry, ad altri ministri europei e della regione, e all’opposizione siriana. Stamattina ero a Roma: prima in Campidoglio, dove ho partecipato alla cerimonia di consegna delle nuove bandiere europee alle scuole della capitale, con le classi delle elementari di diverse scuole di Roma. Raccontare l’Europa ai bambini è la sfida più grande, far crescere in loro la voglia di continuare la costruzione del sogno di integrazione che ha tanto migliorato le vite dei loro genitori, dei loro nonni, e che potrà continuare a rendere migliori anche le loro. Poi all’Auditorium, per dialogare insieme al presidente Napolitano e a centinaia di ragazzi sul futuro dell’Europa. È sempre un piacere enorme parlare con Giorgio Napolitano, che oggi ha richiamato tutti noi – la politica, i media e tutti i cittadini – a tenere bene a mente le conquiste dell’Europa per non perdere mai l’orgoglio di ciò che siamo riusciti a costruire, da europei. Perché il sogno non è più un’utopia, ma il primo progetto di integrazione regionale che la storia ha visto compiersi, grazie al coraggio e alla determinazione delle generazioni di grandi europei che ci hanno preceduto. È paradossale che in queste settimane siano stati un papa argentino e il presidente americano a ricordarci il valore e la necessità dell’Europa – per la vita dei cittadini europei e per quella del resto del mondo. Abbiamo una grande responsabilità, perché grandi sono gli strumenti che abbiamo, se ci rendiamo conto di poterli usare. Ma è stato un...
Un’Europa unita per aiutare la Siria

Un’Europa unita per aiutare la Siria

Settimana di incontri in diverse città europee, per lavorare con gli Stati Membri e i nostri partner internazionali sulle diverse crisi che infiammano la nostra regione, con conseguenze drammatiche per milioni di persone e per la nostra stessa sicurezza. Lunedì ad Amsterdam, con i ventotto Ministri dello Sviluppo dell’Unione, sulle priorità delle nostre politiche di cooperazione, dal Mediterraneo all’Africa. Ieri a Roma, dove i Ministri degli Esteri di una ventina di Paesi hanno partecipato insieme all’Unione Europea e alle Nazioni Unite a una riunione della coalizione anti-Daesh, proprio nel momento in cui i colloqui per una transizione politica in Siria a cui abbiamo lavorato negli scorsi mesi sono iniziati. Le difficoltà sono molte ed evidenti, ma per la prima volta dopo cinque anni di guerra abbiamo le condizioni minime di unità internazionale che possono spingere le parti ad un dialogo serio e vero. È un’opportunità, costruita con fatica e determinazione, che non può essere persa, innanzitutto per mettere fine ad una guerra che ha causato e continua a causare troppe morti e troppo dolore, ed anche perché sarà il modo migliore – l’unico – per sconfiggere Daesh sul terreno, e garantire così la sicurezza della regione ed anche dell’Europa. È fondamentale che i colloqui portino dei primi risultati, e che in parallelo la situazione sul terreno migliori immediatamente concordando dei cessate il fuoco e mettendo fine all’assedio di molte aree civili, per facilitare l’accesso degli aiuti umanitari. Questa sera e domani, alla conferenza internazionale sulla Siria che si terrà a Londra, porterò l’impegno concreto dell’Unione Europea a sostegno sia del Libano e della Giordania, sia delle popolazioni civili in Iraq e nella...