National sovereignty today needs the European Union

National sovereignty today needs the European Union

I write after a week spent in Strasbourg and Brussels. First at the weekly meeting of the College of Commissioners and the European Parliament’s plenary in Strasbourg: we worked on the tragic case of Jamal Khashoggi, killed in the Saudi consulate in Istanbul (here is my speech in Strasbourg, here the statement we released with the G7 Foreign Ministers), on the situation in Crimea and the Sea of Azov (video here), and on how to support a political process to end the crisis in Venezuela (video). More work on America Latina as I came back to Brussels: I met with Colombia’s President Ivan Duque – here is the press conference with him and Jean-Claude Juncker. In Brussels I joined the meeting of the Member States’ Chiefs of Defence, where we discussed our common work for European defence; I took part in the meeting of Catholic bishops who lead national Bishops’ Conferences all across Europe (at the annual COMECE conference); and I inaugurated an installation to celebrate the seventieth anniversary of the United Nations and the Universal Declaration of Human Rights. The installation was hosted in New York and Geneva before, the two cities of the United Nations: we have now welcomed it in Brussels, at the heart of European institutions, to symbolise the close friendship between the UN and the EU – video here. Finally, yesterday in Milan I met with Spain’s Prime Minister Pedro Sanchez, and together with him I spoke at the Democratic Party’s national Forum – here is my speech, in Italian, on why in today’s world European countries need the European Union to strengthen their national...
A Vienna, per salvare l’accordo con l’Iran

A Vienna, per salvare l’accordo con l’Iran

Scrivo di ritorno da Vienna, dove ho riunito per la prima volta a livello ministeriale la Commissione che sovrintende al rispetto dell’accordo nucleare con l’Iran. Insieme con i ministri degli Esteri dell’Iran Javad Zarif, della Francia Jean-Yves Le Drian, della Germania Heiko Maas, della Russia Sergei Lavrov, della Cina Wang Yi e al sottosegretario britannico Alistair Burt, abbiamo discusso di un pacchetto corposo di misure per preservare l’accordo, dopo la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi unilateralmente dall’intesa. Oltre ad avere ribadito la scelta politica di continuare ad attuare l’accordo, di interesse strategico per la sicurezza dell’Unione europea e del mondo, abbiamo concordato le nostre linee di azione per mantenere le esportazioni di petrolio e gas dall’Iran, tenere aperti i canali finanziari così come i rapporti commerciali, e per sostenere gli imprenditori, soprattutto piccoli e medi, che investono in Iran. Qui il testo che abbiamo adottato nel corso della ministeriale e che ho letto alla stampa al termine della riunione. Prima di presiedere la Commissione, ho avuto un lungo colloquio con Zarif per discutere dello stato di attuazione dell’accordo che, secondo l’Agenzia atomica dell’Onu (Aiea), l’Iran sta pienamente rispettando. La riunione è stata anche l’occasione di incontri bilaterali con il ministro russo Sergei Lavrov, con cui abbiamo parlato anche di Ucraina, Siria e Balcani, e con il ministro degli Esteri e consigliere di Stato cinese Wang Yi, con il quale abbiamo fatto un punto sui nostri rapporti bilaterali, in vista del summit tra Unione europea e Cina di metà luglio. La settimana era cominciata a Roma, dove ho visitato il quartiere generale di Operazione Sophia, l’operazione militare europea nel...