Quando l’Europa è davvero unita

Quando l’Europa è davvero unita

Un Consiglio Affari Esteri importante, quello di oggi a Bruxelles. Importante per i temi in agenda – dalla situazione in Libia ai nostri rapporti con la Russia, dal rilancio del processo di pace in Medio Oriente al viaggio che sto programmando insieme ad altri colleghi Commissari in Iran – ma importante anche per la grande unità che stiamo dimostrando su ciascuna delle questioni sul tavolo. Leggiamo di continuo delle divisioni all’interno della nostra Unione, ma in riunioni come quella di oggi è evidente che abbiamo interessi e obiettivi comuni, anche e soprattutto sulle questioni più calde. Qui il video della conferenza stampa finale. Dopo il Consiglio altri due incontri importanti. Prima ho partecipato, insieme al presidente Ollanta Humala, alla firma dell’accordo che da domani consentirà ai nostri cittadini di viaggiare senza visto per periodi di breve durata. È l’ennesimo segnale di un rapporto sempre più stretto tra Europa e America Latina, dopo l’accordo di libera circolazione firmato con la Colombia due mesi fa, il rilancio dei rapporti con l’Argentina e lo storico accordo di cooperazione con Cuba della scorsa settimana. In serata ho presieduto il secondo consiglio di associazione con la Moldova, insieme al premier Pavel Filip. Come ribadito dal Consiglio Affari Esteri di oggi, abbiamo un interesse strategico a rafforzare i rapporti coi nostri vicini orientali. Aiutarli sulla strada delle riforme è interesse nostro e loro, e di tutti i cittadini di questo...
Un rapporto per salvare la prospettiva dei due Stati in Medio Oriente

Un rapporto per salvare la prospettiva dei due Stati in Medio Oriente

Ieri a Monaco ho riunito il Quartetto sul Medio Oriente – John Kerry per gli USA, Sergei Lavrov per la Russia, Jan Eliasson in rappresentanza di Ban Ki-moon per le Nazioni Unite. Perché il moltiplicarsi delle crisi attorno a noi non può farci dimenticare la necessità, ed anche l’urgenza, di aiutare a costruire una soluzione per il conflitto israelo-palestinese. Abbiamo deciso di lavorare insieme da subito ad un rapporto, che contenga delle raccomandazioni per rilanciare la prospettiva dei due Stati. Lo faremo in coordinamento con  il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e con i principali attori regionali: la Giordania, l’Egitto, l’Arabia Saudita – lavorando anche sulla base della Arab Peace Initiative. E lo faremo in collegamento diretto con le parti: gli israeliani ed i palestinesi. Per questo ho chiamato ieri Benjamin Netanyahu e Abu Mazen, dai quali ho ricevuto disponibilità ad avviare questo percorso. Qui il video della conferenza stampa che ha seguito...
«L’Europa acceleri, o si rischia l’implosione»

«L’Europa acceleri, o si rischia l’implosione»

Una chiacchierata con Marco Zatterin della Stampa, di ritorno dal viaggio in Turchia. Abbiamo parlato della questione dei rifugiati, e del lavoro che stiamo facendo con Ankara e con gli altri vicini della Siria. Ma soprattutto abbiamo parlato del bisogno sempre più forte di Europa. Gli Stati membri hanno preso decisioni importanti su come gestire il flusso di migranti e rifugiati, ma troppe di quelle scelte non sono state ancora tradotte in gesti concreti. Negli scorsi mesi s’è visto che i singoli Paesi, da soli, non sono in grado di rispondere all’emergenza: la scelta oggi è tra fare un passo avanti, investendo su una risposta europea ai problemi comuni, oppure tornare indietro. Rischiando l’implosione. Poi, sull’Italia e il suo ruolo in Europa: «È giusto che l’Italia renda esplicite le sue posizioni, anche il suo interesse nazionale. Serve affermare la propria posizione, e serve costruire le alleanze, trovare le soluzioni migliori per il paese e per l’Europa. Sulle banche, c’è stato un ottimo accordo fra Commissione e Italia, frutto di posizioni chiare del governo e di costante lavoro con le istituzioni. È la prova che i canali ci sono e funzionano. Non vedo contrapposizioni, vedo sinergie». A Roma, il risultato di tutto questo, sono le voci di un grande freddo fra lei e Renzi.   «Ci conosciamo da dieci anni. Possiamo avere stili diversi, può esserci maggiore o minore accordo su alcune singole questioni, ma questo non cambia il fatto che Matteo è il presidente del Consiglio del governo di cui ho fatto parte, e delle cui scelte sono fiera, ed è il segretario del mio partito. Abbiamo obiettivi comuni. Siamo sempre stati,...