Una settimana tra Cina, India e Russia

Una settimana tra Cina, India e Russia

Scrivo da Pechino, da dove inizio una lunga visita ufficiale in Cina, India e Russia, per discutere delle nostre rispettive relazioni bilaterali, e dei grandi temi internazionali sui quali lavoriamo insieme – dalla Siria alle tensioni nella penisola coreana. La prima tappa è Pechino, dove domani co-presiederò il settimo dialogo strategico UE- China, in preparazione del prossimo summit bilaterale a Bruxelles, incontrerò gli studenti dell’università Tsinghua, avrò incontri istituzionali con il primo ministro Li Keqiang, il ministro degli Esteri Wang Yi e della Difesa Chang Wanquan, il consigliere di Stato Yang Jiechi. Qui la mia intervista di ieri a Xinhua. Da venerdì sarò in India per incontri istituzionali, a partire da quello con la ministra degli Esteri Sushma Swaraj, per preparare il 14esimo summit UE- India che si terrà a New Delhi nel corso dell’anno. Il viaggio si concluderà a Mosca, nella mia prima visita in Russia da Alto Rappresentante dell’Unione Europea. Ho in programma un colloquio con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov sui rapporti bilaterali tra Unione Europea e Russia, e soprattutto sulle grandi crisi aperte, a partire dal conflitto nell’est dell’Ucraina e dalla Siria. Qui c’è il comunicato sulla visita. E da qui, da Pechino, ho chiamato oggi Tana De Zulueta, per sentire direttamente da lei i risultati del lavoro che ha condotto la missione di osservazione elettorale dell’Osce da lei guidata durante il referendum sulle modifiche istituzionali in Turchia. Qui il comunicato che ho fatto insieme a Jean-Claude Juncker e Johannes Hahn la sera del referendum. Discuteremo dei risultati del referendum e delle prospettive del rapporto tra Unione Europea e Turchia alla riunione informale dei Ministri degli...
A Sant’Anna di Stazzema. Memoria e responsabilità

A Sant’Anna di Stazzema. Memoria e responsabilità

Scrivo a conclusione della riunione dei ministri degli Esteri del G7 a Lucca, nell’anno di presidenza dell’Italia. Il vertice è iniziato ieri con una visita insieme al ministro degli Esteri Angelino Alfano e al segretario di Stato americano Rex Tillerson a Sant’Anna di Stazzema, luogo della terribile strage nazi-fascista del 1944. Incontrare i sopravvissuti all’eccidio, i figli e i nipoti delle vittime, chi tiene viva la memoria, è stata un’emozione ma anche un potentissimo promemoria. Mi hanno detto, con tutta la passione che nasce dalla vita vissuta, che la memoria di quella strage deve essere il motivo per non distruggere la nostra Europa unita, ed anzi darle sempre più forza. È un impegno che la mia generazione deve onorare, per la memoria delle vittime di Sant’Anna e delle tante guerre che hanno segnato il nostro continente. Ed è un impegno davanti alle tante crisi che ci circondano e che mettono a rischio anche la nostra sicurezza. Come nel caso della Siria, di cui abbiamo parlato a lungo con i ministri del G7. Sono stati giorni intensi e delicati, con l’orribile attacco chimico vicino a Idlib, proprio nel giorno in cui a Bruxelles iniziavamo la nostra conferenza sulla Siria, e con il bombardamento americano su una base aerea siriana. L’Unione ha avuto una posizione forte e comune. A nome di tutti i 28 paesi europei (qui il comunicato), ho ribadito che l’uso di armi chimiche è un crimine di guerra e che i responsabili devono rispondere delle loro azioni, che non esiste soluzione militare al conflitto in Siria, e che la pace passa da un impulso più forte ai negoziati...
Da Bruxelles una risposta comune alla strage di Idlib

Da Bruxelles una risposta comune alla strage di Idlib

Sono stati giorni di lavoro difficile, a Bruxelles, per la Siria. La notizia del terribile attacco chimico nella regione di Idlib è arrivata proprio mentre iniziavano i lavori della Conferenza internazionale per sostenere il futuro della Siria e della regione, che abbiamo presieduto a Bruxelles insieme al Segretario Genereale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, con la partecipazione di più di 70 paesi e organizzazioni internazionali. E dopo le notizie che da Idlib ricordavano al mondo che la guerra in Siria continua nel modo più orribile e drammatico, il messaggio che abbiamo dato dalla Conferenza, il lavoro che insieme siamo riusciti a fare, è ancora più importante. Le decisioni che abbiamo preso, insieme, a Bruxelles, sono tre. Innanzitutto un forte sostegno e impulso ai negoziati di Ginevra, sotto la guida dell’ONU, come unica soluzione possibile per mettere fine alla guerra e all’orrore quotidiano. A Bruxelles la comunità internazionale si è unita – dagli Stati Uniti alla Russia, dal Golfo ai paesi europei e al mondo arabo – lavorando perché le parti siriane possano raggiungere un accordo politico e mettere fine alla guerra. I rappresentanti della società civile siriana che erano con noi hanno ripetuto una parola: hudna, tregua. L’attacco di Idlib rende ancora più evidente che il cessate il fuoco deciso ad Astana deve tradursi in realtà, e i tre paesi garanti – Russia, Turchia e Iran – hanno una responsabilità particolare che devono esercitare. Ma la tregua potrà durare nel tempo solo se i negoziati di Ginevra tra le parti siriane, con la mediazione dell’ONU, andranno avanti e porteranno a una soluzione politica della crisi. Il futuro della Siria è in mano ai siriani:...