Solidarietà per i venezuelani e chi li ha accolti

Solidarietà per i venezuelani e chi li ha accolti

Scrivo alla fine di una settimana dedicata soprattutto alla situazione in Venezuela. Lunedì e martedì abbiamo ospitato a Bruxelles una conferenza internazionale di solidarietà con i profughi venezuelani e i paesi che li stanno accogliendo. Abbiamo accolto 120 delegazioni tra governi nazionali, organizzazioni internazionali e società civile. Le delegazioni presenti hanno mobilitato 120 milioni di euro di donazioni, che si aggiungono ai 320 milioni già stanziati dall’Unione europea in questi anni. Ma è solo l’inizio di un percorso di solidarietà, che proseguirà anche nei prossimi mesi con nuove conferenze come questa. Qui il mio discorso di apertura, qui la conferenza stampa finale. E qui il comunicato del Gruppo internazionale di contatto sul Venezuela, per rilanciare il lavoro verso una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Martedì sera, ancora Bruxelles, ho riunito i leader dei nostri sei partner dei Balcani. La mancata apertura dei negoziati per l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord nell’Unione europea è stata un errore storico (ne ho scritto qui): nonostante questo, abbiamo concordato che bisogna continuare a lavorare per realizzare quella prospettiva. Qui il comunicato. Qui invece il mio comunicato sull’avvio dei lavori del Comitato che dovrà scrivere la nuova costituzione...
Due decisioni importanti e un errore storico

Due decisioni importanti e un errore storico

Scrivo dopo un Consiglio europeo difficile: i capi di Stato e di governo hanno rinviato la decisione di aprire i negoziati per l’ingresso di Albania e Macedonia del Nord nell’Unione europea, nonostante i progressi straordinari compiuti dai due paesi e contro il parere della Commissione europea. È molto più di un’occasione perduta: è un errore storico, che spero possa essere rettificato al più presto. Il Consiglio ha preso invece due decisioni importanti: ha approvato il nuovo accordo col governo di Londra per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea; e ha confermato le decisioni che avevamo preso lunedì coi ministri degli Esteri sull’intervento militare della Turchia in Siria. La nostra risposta all’attacco di Ankara contro i curdi siriani è stata forte e unita. Non solo abbiamo condannato l’intervento, ma abbiamo deciso che gli Stati membri smetteranno di vendere armi alla Turchia – ciascuno nel rispetto delle proprie legislazioni nazionali – e abbiamo adottato delle sanzioni economiche in risposta alle attività turche al largo delle coste di Cipro. Qui la conferenza stampa dopo il Consiglio affari esteri a Lussemburgo, e le parole che avevo scambiato coi giornalisti a inizio giornata. Già la settimana scorsa, al Parlamento europeo, avevo chiarito che se la Turchia decidesse di trasferire centinaia di migliaia di profughi siriani in una “zona cuscinetto” nel nord-est della Siria, per sostituire le popolazioni locali, non potrebbe di certo contare sul nostro sostegno economico. Qui il mio intervento. Il giorno in cui è stato annunciato il ritiro delle truppe americane dal nord-est della Siria ero in Giordania, dove ho incontrato il re Abdullah, il principe Hussein e il ministro degli Esteri...
All’Assemblea Generale dell’Onu: una rete globale per il multilateralismo

All’Assemblea Generale dell’Onu: una rete globale per il multilateralismo

Scrivo di ritorno dall’Assemblea generale dell’Onu – la mia ultima da Alto Rappresentante: è stata la conclusione di cinque anni in cui abbiamo rafforzato come non mai la collaborazione tra Unione europea e Nazioni Unite, e abbiamo reso l’Unione europea un punto di riferimento globale per tutti quelli che credono che il nostro mondo vada governato insieme, unendo le forze, e non cercando finte soluzioni unilaterali.  Come sempre ci siamo occupati delle grandi crisi di oggi – dal lavoro per preservare l’accordo sul nucleare iraniano, al compromesso raggiunto tra regime e opposizione in Siria sul “comitato costituzionale”; dal tentativo di riavviare un negoziato politico in Libia, al lavoro per il Venezuela con il Gruppo di contatto e la conferenza internazionale che abbiamo annunciato in sostegno dei profughi venezuelani. Con un’idea di fondo: cercare di portare tutti gli attori rilevanti intorno allo stesso tavolo, e tenere sempre al centro le Nazioni Unite. È il miglior modo di difendere e rafforzare il sistema multilaterale, nei fatti e non solo a parole.   Nuova energia per il multilateralismo  Ne ho discusso con Antonio Guterres, il segretario generale dell’Onu, all’inizio dell’Assemblea generale (qui il comunicato). Ma soprattutto è un’idea che abbiamo messo in pratica durante questi giorni. Ad esempio con la task force tra Unione europea, Unione africana e agenzie dell’Onu, grazie alla quale più di cinquantamila migranti sono stati trasferiti  dalla Libia. Oppure con la nuova partnership che abbiamo creato con l’Alleanza del Pacifico (il gruppo formato da Messico, Colombia, Peru e Cile) per lavorare insieme su temi di interesse comune, dal clima al commercio e la creazione di posti di lavoro...
Europa della difesa e nucleare iraniano, il lavoro continua

Europa della difesa e nucleare iraniano, il lavoro continua

Scrivo dopo una settimana trascorsa coi ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione a Helsinki. Mercoledì, coi ministri della Difesa, abbiamo discusso tre questioni fondamentali per la nostra sicurezza. Per la prima volta abbiamo affrontato il tema dei cambiamenti climatici come minaccia alla nostra sicurezza comune – per affrontare insieme i conflitti causati dai cambiamenti climatici, le catastrofi naturali e per ridurre l’impatto ambientale dei nostri sistemi di difesa. Siamo tornati a occuparci poi di cyber-sicurezza e di come governare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi d’arma, insieme al gruppo di leader del settore tech che ho riunito nel Global Tech Panel. E poi abbiamo discusso di coordinare la presenza delle marine dei nostri Stati membri in zone di crisi o di interesse strategico per l’Europa. Infine, riunendo i ministri della Difesa con quelli degli Esteri, abbiamo discusso della nostra risposta alle minacce ibride. Il cammino verso maggiore cooperazione in Europa sulla difesa va avanti. Qui la conferenza stampa finale e le parole che ho scambiato coi giornalisti a inizio giornata. Giovedì e venerdì il lavoro è proseguito coi ministri degli Esteri. Ci siamo occupati della situazione in Medio Oriente, in particolare di Siria e delle tensioni nel Golfo, e di come preservare l’accordo sul nucleare iraniano – anche in un incontro a margine che ho convocato coi ministri di Francia, Germania e Gran Bretagna. Ci siamo occupati anche di Artico e della situazione a Hong Kong. Poi una sessione coi nostri sei partner dei Balcani, per discutere insieme di come migliorare l’integrazione di questa parte così importante d’Europa. Qui la conferenza stampa conclusiva. Venerdì ho anche incontrato a Bruxelles...
Di ritorno dal G7 in Francia

Di ritorno dal G7 in Francia

Scrivo di ritorno da Dinard, in Francia, dove si è tenuta la riunione annuale dei ministri degli Esteri del G7. Ci siamo occupati delle grandi crisi internazionali. Della Libia innanzitutto, con un richiamo a fermare gli scontri e mettere in atto il piano di azione proposto dalle Nazioni Unite. E poi di Siria, Yemen, Ucraina e Venezuela. Del conflitto israelo-palestinese. Dei rapporti con l’Iran. E ancora di lotta alle diseguaglianze – comprese quelle tra uomini e donne, – di sostegno alle operazioni di pace in Africa e del ruolo delle donne nei processi di pace, di come regolare il comportamento degli Stati nel cyber-spazio e di contrasto alla disinformazione. E di come affrontare insieme il tema dei combattenti stranieri che rientrano nei loro paesi. Qui i comunicati. La riunione è stata anche l’occasione per incontrare faccia a faccia i ministri degli Esteri del Canada, Chrystia Freeland, e del Giappone, Taro Kono, due paesi che condividono profondamente con l’Unione europea il sostegno al multilateralismo. La settimana era iniziata a Bruxelles con un incontro con un gruppo di donne mediatrici, impegnate nella soluzione di conflitti in tutti i continenti. Poi alla sede del Servizio di Azione Esterna, per inaugurare la mostra sul lavoro del nostro Centro europeo per i satelliti: insieme, noi europei abbiamo i sistemi di satelliti più avanzati al mondo, che nessuno Stato membro potrebbe permettersi da solo. Sono tecnologie fondamentali per la nostra sicurezza, per reagire alle catastrofi naturali, per aiutare i nostri partner nel mondo. Mercoledì ho partecipato alla conferenza di Bruxelles sulla sicurezza alimentare – perché la scarsità di cibo e la desertificazione stanno già causando...