Il cammino dei Balcani verso l’Unione europea

Il cammino dei Balcani verso l’Unione europea

Scrivo alla fine di una settimana dedicata soprattutto ai Balcani, al conflitto tra Israele e Palestina, e all’America Latina. Martedì a Strasburgo abbiamo presentato, come Commissione europea, la nostra Strategia per sostenere il cammino verso l’Unione europea dei nostri sei partner nei Balcani. Perché i Balcani sono parte del nostro continente, della nostra storia, e avranno un posto nel futuro dell’Unione. Qui il testo della Strategia, qui la conferenza stampa (anche in italiano), qui il mio intervento alla plenaria del Parlamento europeo. La scorsa settimana, a Bruxelles, avevo incontrato i tre membri della presidenza della Bosnia Erzegovina: Dragan Čović, Mladen Ivanić e Bakir Izetbegović. Qui il comunicato. In plenaria a Strasburgo abbiamo discusso anche del nostro sostegno all’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (l’Unrwa, qui il mio intervento), dopo che la scorsa settimana ho riunito a Bruxelles il gruppo dei donatori internazionali per la Palestina. per la prima volta dopo le tensioni delle ultime settimane, abbiamo riunito intorno a uno stesso tavolo israeliani e palestinesi, ma anche americani e i partner arabi. Qui la conferenza stampa. A margine della riunione ho incontrato il premier palestinese Rami Hamdallah e il ministro degli Esteri Riyad al Maliki, il ministro israeliano per la cooperazione regionale Tzachi Hanegbi, l’inviato speciale degli Stati Uniti Jason Greenblatt, i ministri degli Esteri della Giordania, Ayman al Safadi, dell’Egitto, Sameh Shoukri, degli Emirati Arabi, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, e della Norvegia, Ine Eriksen Søreide, e il commissario generale dell’Unrwa Pierre Krähenbühl. La scorsa settimana era iniziata con un incontro coi ministri del Mercosur, per portare avanti il negoziato in vista di un accordo tra Unione Europea e Argentina,...
Dallo Stato dell’Unione all’Assemblea generale dell’Onu

Dallo Stato dell’Unione all’Assemblea generale dell’Onu

Scrivo in partenza per New York, per la settimana ministeriale dell’Assemblea generale dell’Onu, e dopo una sessione importante del Parlamento europeo a Strasburgo. Importante per i temi su cui abbiamo lavorato insieme ai parlamentari, e per il discorso sullo stato dell’Unione del presidente Juncker. È stato un discorso bello e coraggioso, con tanti riferimenti ai grandi temi di politica estera su cui l’Unione Europea è e continuerà ad essere in prima linea: il lavoro per una Unione Europea della sicurezza e della difesa; il percorso dei Balcani occidentali verso l’Unione Europea; il nostro ruolo di leadership per la lotta ai cambiamenti climatici e per un commercio internazionale che sia libero ed equo; l’investimento per la crescita del continente africano. Free&fair #trade, partnership with #Africa, EU #defence, EU perspective for Balkans, leadership on #ClimateChange A great #SOTEU @JunckerEU — Federica Mogherini (@FedericaMog) 13 settembre 2017 .@JunckerEU “L’Europe ne progresse que quand elle fait preuve d’audace”: solidarité, unité, droits, égalité #EUdacityOfHope #SOTEU — Federica Mogherini (@FedericaMog) 13 settembre 2017 Su molti di questi temi ho lavorato nei tre giorni trascorsi con i parlamentari europei. Martedì ero in Aula per discutere di migrazioni: del lavoro che stiamo facendo e dei primi risultati che stiamo iniziando ad ottenere – in particolare per salvare vite umane, per creare sviluppo in Africa e per migliorare le condizioni di vita dei migranti lungo la rotta, in Libia e nel Sahel (qui il mio intervento e la replica ai parlamentari). A Strasburgo abbiamo lavorato anche sulla Corea del Nord, in una settimana segnata da una nuova provocazione di Pyongyang (qui il comunicato dopo il lancio di un nuovo...
Una cattiva notizia, e qualche risultato importante

Una cattiva notizia, e qualche risultato importante

Scrivo di ritorno da Crans Montana, in Svizzera, dove negli ultimi due giorni ho partecipato alla fase conclusiva dei negoziati su Cipro condotti dalle Nazioni Unite. Lunghi giorni e notti di lavoro, conclusi senza un accordo tra le parti. Una pessima notizia, perché la pace a Cipro avrebbe messo fine a più di quaranta anni di crisi, dimostrando una volta di più il potere della diplomazia, portando non solo stabilità e sicurezza ma anche opportunità economiche nella regione. Da domani sarà più difficile immaginare un percorso che consenta alle parti di riavviare il negoziato. Ma l’Unione Europea continua a essere impegnata per la cooperazione nella regione, e pronta ad accogliere come suo stato membro un’isola unita, riconciliata e in pace. Il resto della settimana è stato invece segnato da risultati importanti. Lunedì scorso ho invitato a Bruxelles i presidenti di Serbia e Kosovo, Aleksandar Vucic e Hashim Thaci: insieme abbiamo deciso di aprire una nuova fase del dialogo tra Belgrado e Pristina, per la normalizzazione dei rapporti e per far avanzare tutti i Balcani nel percorso verso l’Unione Europea. Qui il comunicato. E ieri, sempre a Bruxelles, Unione Europea e Giappone hanno firmato un accordo importantissimo di libero scambio e di cooperazione politica. Importante non solo perché il Giappone è un nostro partner storico e una delle più grandi economie del mondo. Insieme stiamo dimostrando che la miglior risposta ai problemi della globalizzazione non è il ritorno al protezionismo, ma la collaborazione coi nostri partner per scrivere regole migliori per tutti – con più garanzie per il lavoratori, per l’ambiente, per i prodotti d’eccellenza. Di commercio, ma anche di...
Due giorni di lavoro al Parlamento europeo

Due giorni di lavoro al Parlamento europeo

Scrivo di rientro da due giorni di lavori parlamentari a Strasburgo, dove ho introdotto nella plenaria del Parlamento Europeo molti dibattiti: in particolare, tra gli altri, quelli sui rapporti tra Unione Europea e Turchia (qui il video e il testo del mio intervento), sul nostro lavoro sulla Siria (qui i video del mio intervento in apertura di dibattito e della replica, qui il testo), sul rafforzamento della nostra cooperazione su difesa e sicurezza (qui spiego le nostre proposte, qui il dibattito). Sempre a Strasburgo, nella riunione del Collegio della Commissione Europea abbiamo adottato delle importanti proposte per la nostra politica di cooperazione allo sviluppo, che ci consentiranno di lavorare uniti, come europei, alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile approvati con l’Agenda 2030 l’anno scorso all’Onu. Ne abbiamo parlato oggi insieme alla Commissione Sviluppo del Parlamento. Qui il video della conferenza stampa. Infine, oggi abbiamo ricordato i dieci anni di stretta cooperazione tra Unione Europea e Consiglio d’Europa insieme al Segretario Generale Thorbjørn Jagland – sui diritti umani, lo stato di diritto, la democrazia sul nostro continente e nella nostra...
A Strasburgo per lo “stato dell’Unione”. Un piano di investimenti per la nostra regione

A Strasburgo per lo “stato dell’Unione”. Un piano di investimenti per la nostra regione

Scrivo oggi di ritorno da Strasburgo, dove Jean-Claude Juncker ha presentato il suo discorso sullo “stato dell’Unione” in un momento in cui l’Europa è chiamata a essere all’altezza di molte sfide. Come i conflitti a noi vicini, il terrorismo, la povertà e l’immigrazione. Temi che possono essere affrontati davvero solo a livello europeo, con politiche comuni. Alcuni cercano di vendere l’illusione di poter “riconquistare sovranità”, nel mondo globale di oggi, attraverso un ripiegamento all’interno dei confini nazionali del secolo scorso. In realtà, l’unico modo che abbiamo per farlo è proprio attraverso la nostra Unione: nel mondo in cui viviamo, essere Europei non significa “cedere” ma piuttosto “riconquistare” sovranità, di fronte a problemi e attori globali che sono più grandi di ognuno dei nostri singoli stati nazionali. È quello che vediamo anche per il Piano esterno di investimenti dell’Unione Europea che ho presentato oggi: l’obiettivo è sbloccare 44 miliardi per progetti in Africa e nei Paesi a noi vicini, a partire dal Mediterraneo. È una rivoluzione copernicana nelle politiche di sviluppo. Per la prima volta, si mettono insieme fondi europei, degli Stati membri che aderiranno, di istituzioni finanziare come la Banca europea di investimenti, e di imprese private per realizzare progetti che creino posti di lavoro e sviluppo in quei paesi in cui povertà e insicurezza tolgono il futuro a intere generazioni. E il sostegno sarà non solo finanziario: attraverso le delegazioni europee, le nostre ambasciate, aiuteremo gli imprenditori a realizzare i progetti laddove le condizioni sono più difficili, nei paesi più fragili. È un investimento innanzitutto sui giovani. Anche europei, perché europee saranno le iniziative finanziate. Qui c’è la conferenza stampa...