A Bratislava, al lavoro su Strategia globale, Ucraina e Turchia

A Bratislava, al lavoro su Strategia globale, Ucraina e Turchia

Scrivo di ritorno da Bratislava, dopo la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione. È un momento storico per la Slovacchia, che per la prima volta ha assunto la presidenza dell’Unione, in una fase delicata e complicata come questa. La nostra Unione ha bisogno di un rilancio, e uno dei settori in cui più è evidente, a tutti, la necessità e la possibilità di lavorare più e meglio insieme è quello della sicurezza e della difesa. Per questo ho illustrato ai ministri delle proposte concrete per approfondire la nostra cooperazione in questo campo, sulla base della Strategia Globale che ho presentato durante l’estate al Consiglio Europeo. Abbiamo discusso poi di Ucraina. Da qualche giorno è entrato in vigore un nuovo cessate il fuoco nell’est del paese e stiamo lavorando su un maggiore coinvolgimento dell’Unione europea nell’attuazione degli accordi di Minsk, da un sostegno ancora maggiore all’Osce a un possibile ruolo guida nella ricostruzione. Ma l’incontro di Bratislava è stata anche l’occasione per incontrare i paesi candidati a entrare nell’Ue, in particolare quelli dei Balcani, con cui abbiamo discusso della minaccia del terrorismo e del contrasto della radicalizzazione, ma anche della nostra comune volontà di procedere con determinazione sulla strada della loro integrazione europea. E un’intera sessione di lavoro è stata dedicata alla Turchia. A Ömer Celik, il ministro turco per l’Europa, abbiamo ribadito la nostra vicinanza al popolo e alle istituzioni turche dopo il tentato golpe, e il grande senso di rispetto per come i cittadini e tutte le forze politiche hanno saputo unirsi in difesa delle istituzioni democratiche. In un momento di svolta per il paese, e in...
Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Appunti da Cina e Mongolia (un anno dopo l’accordo con l’Iran)

Scrivo della Mongolia, dove sono per il summit dell’Asem, tra paesi europei e asiatici, seconda tappa della missione in Asia con i presidenti Jean-Claude Juncker e Donald Tusk. Ieri a Pechino per il vertice Cina-Unione Europea, dove ho presentato all’Accademia delle scienze la Strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell’Unione (qui c’è il video della conferenza). E scrivo, oggi, in un giorno speciale: esattamente un anno fa a Vienna firmavamo con l’Iran l’accordo sul nucleare. Da allora molti passi sono stati fatti. Le sanzioni internazionali collegate al programma nucleare iraniano sono state tolte e abbiamo gettato le fondamenta di una nuova collaborazione non solo economica, ma anche politica sulle crisi regionali. L’intesa ha dimostrato al mondo che se c’è volontà politica, grazie alla diplomazia multilaterale si possono trovare soluzioni anche per i problemi più difficili. E che un buon accordo tiene alla prova del tempo (qui il comunicato che ho fatto a nome...
Al lavoro, con più determinazione di prima

Al lavoro, con più determinazione di prima

Scrivo in viaggio da Strasburgo a Varsavia, dalla sessione del Parlamento Europeo al vertice della NATO. A Strasburgo è stata una sessione intensa, con la presentazione in plenaria della Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza (qui il video), la discussione sui nostri rapporti con la Cina (dove sarò la prossima settimana per il vertice UE-Cina, qui il video dell’intervento), la presentazione del rapporto del Quartetto sulla via da seguire per la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina (qui il video). Nella seduta di ieri, ho avuto anche l’opportunità di annunciare una bella notizia all’Aula: un altro bambino è nato a bordo di una delle navi dell’operazione Sophia – che porta il nome di una bimba nata l’estate scorsa su una delle nostre navi. È un piccolo segnale di speranza, di vita, che racconta un’Europa che salva e che accoglie. L’Europa migliore. E il contrasto non potrebbe essere più netto con quello che è successo a Fermo. Il nostro continente, che ha conosciuto gli orrori del passato, non può lasciare posto al razzismo, all’odio, alla violenza. È anche per questo che il nostro lavoro continua, che l’Unione va avanti, con più forza e determinazione di prima. Perché ciò che abbiamo – un’Europa unita, spazio di pace e di libertà – ha un valore che a volte diamo per scontato, ma che va coltivato ogni giorno. L’ho visto in modo chiarissimo lunedì a Parigi, al vertice con i leader dei paesi dei Balcani occidentali, insieme a François Hollande e Angela Merkel. Vista da lì, da quella parte di Europa che ancora venti anni fa era distrutta dalla guerra, l’Unione Europea...