Una settimana “globale”: di ritorno dall’America Latina

Una settimana “globale”: di ritorno dall’America Latina

Una settimana “globale”, dedicata ad intensificare i rapporti tra l’Unione Europea e i nostri partner nel mondo: oggi e domani a Bruxelles ospiteremo il Premier cinese Li Keqiang per il Summit UE-Cina, da sabato sarò in Africa per partecipare al Summit della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas) e alla riunione con i ministri degli esteri del G5 Sahel (Mali, Niger, Ciad, Mauritania eBurkina Faso) che teniamo annualmente. Ed ora scrivo di ritorno dalla mia decima visita in America Latina dall’inizio del mandato, due anni fa. Un continente tanto lontano geograficamente quanto vicino per per cultura, per rapporti economici, per uno stesso modo di guardare alla politica internazionale e al mondo di oggi. In Argentina come in Cile, ci siamo trovati d’accordo sul bisogno di lavorare insieme per preservare e attuare l’accordo di Parigi sul clima, per sostenere le Nazioni Unite e il sistema multilaterale, per cercare e accompagnare una mediazione per uscire dalla crisi in Venezuela. Era la seconda volta che tornavo in Argentina dall’inizio del mandato, segno di una cooperazione stretta e costante. A Buenos Aires ho incontrato, tra gli altri, il presidente Mauricio Macri e il ministro degli Esteri Susana Malcorra: con loro ho parlato delle nostre relazioni bilaterali, dell’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur, della nostra collaborazione al G20 (che l’Argentina presiederà l’anno prossimo) e alle Nazioni Unite. Qui il comunicato sui miei incontri. Poi in Cile, proprio nei giorni in cui, come Commissione Europea, abbiamo proposto di aggiornare il nostro Accordo di associazione col Cile per rafforzare ancora di più gli scambi tra i nostri paesi. È stato un piacere incontrare di nuova...
Un partner forte, affidabile, indispensabile

Un partner forte, affidabile, indispensabile

Scrivo alla fine di una settimana particolarmente densa di incontri, tra Bruxelles con la ministeriale Nato, Bonn per il G20, e Monaco per la Security Conference. Il messaggio che ho raccolto nei tantissimi incontri bilaterali che ho avuto – e che ho rilanciato dal palco di Monaco – è che nel mondo si guarda all’Unione Europea come un partner forte, affidabile, cooperativo, indispensabile. Molto più forte di quanto noi stessi spesso pensiamo. E ancora più indispensabile in tempi pericolosi e confusi, in cui le regole sono troppo spesso percepite come una costrizione per alcuni invece che come una garanzia per tutti. L’Unione Europea è un punto di riferimento quando si parla di pace, multilateralismo, sviluppo, diritti, commercio libero ed equo. E anche quando si parla di sicurezza, per le operazioni militari e le missioni civili che abbiamo nel mondo, per la nostra collaborazione con la Nato. Ma non solo. È un’illusione credere di affrontare le sfide che abbiamo davanti solo con la forza militare. L’Unione Europea investe in sviluppo, in promozione dei diritti, in istruzione, in politiche contro i cambiamenti climatici, in società forti – piuttosto che nella pericolosa illusione che “uomini forti” possano rendere stabili i propri paesi. Non è filantropia, non sono “buoni sentimenti”, ma un investimento razionale anche sulla nostra sicurezza. L’ho detto ieri dal palco della Munich Security Conference, qui il video. Le disuguaglianze creano instabilità e fragilità, e di questo abbiamo parlato al G20 di Bonn. Non si tratta più, come in passato, di ragionare su cosa possiamo fare “per” l’Africa, ma di cosa dobbiamo fare insieme, “con” l’Africa. Siamo partner per la pace a la sicurezza, per la...
Al lavoro, con più determinazione di prima

Al lavoro, con più determinazione di prima

Scrivo in viaggio da Strasburgo a Varsavia, dalla sessione del Parlamento Europeo al vertice della NATO. A Strasburgo è stata una sessione intensa, con la presentazione in plenaria della Strategia globale sulla politica estera e di sicurezza (qui il video), la discussione sui nostri rapporti con la Cina (dove sarò la prossima settimana per il vertice UE-Cina, qui il video dell’intervento), la presentazione del rapporto del Quartetto sulla via da seguire per la soluzione dei due Stati in Israele e Palestina (qui il video). Nella seduta di ieri, ho avuto anche l’opportunità di annunciare una bella notizia all’Aula: un altro bambino è nato a bordo di una delle navi dell’operazione Sophia – che porta il nome di una bimba nata l’estate scorsa su una delle nostre navi. È un piccolo segnale di speranza, di vita, che racconta un’Europa che salva e che accoglie. L’Europa migliore. E il contrasto non potrebbe essere più netto con quello che è successo a Fermo. Il nostro continente, che ha conosciuto gli orrori del passato, non può lasciare posto al razzismo, all’odio, alla violenza. È anche per questo che il nostro lavoro continua, che l’Unione va avanti, con più forza e determinazione di prima. Perché ciò che abbiamo – un’Europa unita, spazio di pace e di libertà – ha un valore che a volte diamo per scontato, ma che va coltivato ogni giorno. L’ho visto in modo chiarissimo lunedì a Parigi, al vertice con i leader dei paesi dei Balcani occidentali, insieme a François Hollande e Angela Merkel. Vista da lì, da quella parte di Europa che ancora venti anni fa era distrutta dalla guerra, l’Unione Europea...
Cuba e Argentina, una pagina nuova. Poi a Parigi, per un’Europa della solidarietà

Cuba e Argentina, una pagina nuova. Poi a Parigi, per un’Europa della solidarietà

Scrivo di ritorno da un viaggio in Argentina e a Cuba, due Paesi diversi ma che hanno entrambi legami fortissimi con l’Europa (e l’Italia in particolare). Entrambi, in modi differenti e per storie differenti, stanno attraversando una fase di grande cambiamento e di apertura al resto del mondo. A Buenos Aires ho incontrato il presidente Mauricio Macri (di origine italiane), la mia collega e amica Ministra degli Esteri Susana Malcorra e diversi altri ministri per una sessione di lavoro sui dialoghi settoriali da avviare, oltre a una rappresentanza di imprenditori europei. Il messaggio che ho portato è che l’Europa è pronta a riannodare i fili di un rapporto storico, sia politico sia economico, che per troppi anni era stato interrotto. In particolare, abbiamo discusso di come far ripartire i negoziati tra Unione Europea e Mercosur (qui il video della conferenza stampa). Ma il momento per me più toccante è stata la visita al memoriale delle vittime del terrorismo di Stato degli anni Settanta e Ottanta. Su interminabili muri grigi, lungo la sponda del Rio della Plata, sono incisi i nomi di quasi diecimila persone uccise durante la dittatura militare. Giovani e giovanissimi, alcuni bambini, ragazze incinte – i figli e i nipoti di quelle madri e nonne di Plaza de Mayo che tante volte ho incontrato. La loro battaglia di verità deve restare nella memoria collettiva di tutti noi. La seconda tappa del mio viaggio è stata L’Avana. C’ero stata la prima volta da Alto rappresentante esattamente un anno fa e in quella occasione ci eravamo impegnati a chiudere entro un anno un Accordo bilaterale di dialogo politico e di cooperazione che avrebbe segnato un passo storico nelle nostre relazioni....