Due risultati importanti su Mercosur e Iran

Due risultati importanti su Mercosur e Iran

Scrivo al termine di una settimana in cui abbiamo raggiunto due risultati importantissimi. Venerdì, dopo anni di negoziati, abbiamo firmato un accordo commerciale coi paesi del Mercosur – cioè Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. È una buona notizia per le nostre aziende, ma l’accordo va oltre il commercio: è un accordo che difende l’ambiente e i lavoratori, che crea dialogo politico e cooperazione multilaterale. L’Europa e l’America Latina sono più vicine che mai. Dell’accordo avevo parlato in settimana col ministro degli Esteri brasiliano Ernesto Araujo, nostro ospite a Bruxelles – qui il comunicato. Sempre venerdì abbiamo dato un annuncio importante per la difesa dell’accordo sul nucleare iraniano: il meccanismo per sostenere gli scambi commerciali legittimi con l’Iran (si chiama Instex) è diventato operativo e sta già gestendo le prime transazioni. Oltre ai tre paesi che lo hanno creato – Francia, Germania e Gran Bretagna – altri sette paesi europei entreranno a far parte del meccanismo. E venerdì abbiamo riunito a Vienna la commissione che lavora per garantire il rispetto dell’accordo: qui il comunicato. Durante la settimana ci siamo occupati molto di difesa europea: lunedì ero all’Agenzia europea della difesa (qui il mio discorso), e mercoledì ero alla riunione dei ministri della Difesa della NATO. Di cooperazione transatlantica ho parlato anche al Forum che viene organizzato tutti gli anni dal German Marshall Fund a Bruxelles – qui il video. In settimana ho incontrato anche l’inviato americano per la Siria Jim Jeffrey. E venerdì ho parlato con l’inviato dell’Onu Geir Pedersen. Durante la settimana ho incontrato alcuni partner importanti. Giovedì ho presieduto il Consiglio di Associazione col Marocco – qui la...
A Bruxelles, un punto di riferimento per i nostri partner

A Bruxelles, un punto di riferimento per i nostri partner

Scrivo al termine di una settimana in cui abbiamo accolto a Bruxelles decine di ministri, in rappresentanza di alcuni dei nostri partner più stretti. Abbiamo iniziato lunedì con la Libia, con un incontro con il primo ministro Fayez al Serraj, e con una sessione del Consiglio Affari Esteri insieme all’inviato speciale dell’Onu per la Libia Ghassam Salameh, per discutere di come fermare i combattimenti nel paese e rilanciare il negoziato politico guidato dalle Nazioni Unite. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti lunedì mattina, qui il comunicato sul mio incontro con Serraj, qui quello fatto insieme ai 28 Stati membri. La Libia è stato uno dei temi che abbiamo affrontato anche coi ministri degli Esteri e della Difesa dei cinque paesi del Sahel, in una riunione congiunta martedì coi ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione. Abbiamo discusso soprattutto di come rafforzare la forza militare congiunta del G5 Sahel, che svolge un ruolo fondamentale per contrastare terrorismo e criminalità organizzata nella regione. Qui la conferenza stampa di martedì, dove si parla di Sahel. A margine della riunione, ho incontrato bilateralmente i ministri di tutti e cinque i paesi. Lunedì abbiamo ricevuto anche una visita del Segretario di Stato americano Mike Pompeo. Nel corso della giornata avevo convocato una riunione con i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Gran Bretagna per ribadire il nostro sostegno all’accordo sul nucleare iraniano, e insieme abbiamo ricordato che è fondamentale evitare una escalation di tensione e violenza nel Golfo. Qui la conferenza stampa di lunedì in cui parlo di Iran e della visita di Pompeo. Di cooperazione transatlantica abbiamo discusso anche martedì...
Una settimana, quattro continenti

Una settimana, quattro continenti

La settimana passata l’ho trascorsa tra quattro continenti, dall’Afghanistan all’America Latina fino a Tunisi e a Bruxelles, lavorando su alcune delle aree del mondo cui noi europei continuiamo a guardare con apprensione ma anche con speranza, di là dalla distanza geografica: l’Asia centrale, l’Afghanistan, il Venezuela, la Libia e il Medio Oriente. Di Asia centrale abbiamo parlato a lungo lunedì scorso a Islamabad con i leader pakistani. L’occasione del viaggio è stato il “dialogo strategico” tra Unione europea e Pakistan, un paese centrale per la stabilità di tutta l’Asia. Con il presidente Arif Alvi, il premier Imran Khan, il ministro degli Esteri Shad Mehmood Qureshi e con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistano Qamar Javed Bajwa, abbiamo discusso delle nostre relazioni bilaterali, ma anche e soprattutto di pace e sicurezza in quella regione del mondo: abbiamo parlato a lungo di quello che Europa e Pakistan possono fare per accompagnare i negoziati di pace in Afghanistan (qui il comunicato), e sulle recenti tensioni tra India e Pakistan. Non solo. Dopo l’attentato contro la comunità musulmana di Christchurch, in Nuova Zelanda, abbiamo ragionato sulla necessità di uno sforzo comune per impedire che si diffondano i semi dell’islamofobia. Allo stesso tempo, dobbiamo lavorare insieme contro la radicalizzazione e il terrorismo. Qui la conferenza stampa con Qureshi. Del ruolo fondamentale che possono svolgere la società civile e soprattutto le donne nella crescita e nella stabilizzazione di un Paese abbiamo parlato con un gruppo di donne pachistane rappresentanti della società civile. Da Islamabad a Kabul, per sostenere la prospettiva di un processo politico che porti alla pace tra il governo afgano e i...
Al lavoro per salvare l’accordo sul nucleare iraniano

Al lavoro per salvare l’accordo sul nucleare iraniano

Scrivo da Sofia, in Bulgaria, dopo giornate in cui l’accordo sul nucleare iraniano e le nuove tensioni in Medio Oriente sono state al centro di un lavoro intenso e comune di tutta l’Unione europea. Come Unione europea riteniamo che la decisione statunitense di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano sia un errore, e siamo determinati e uniti nell’intenzione di preservare quell’accordo. È un accordo che funziona, come ha per undici volte certificato l’Aiea, e che è strategico per la nostra sicurezza. Qui il mio intervento dopo l’annuncio della decisione americana, qui la dichiarazione che ho fatto a nome di tutti e 28 i paesi dell’Unione. Martedì ho riunito a Bruxelles il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif e i ministri di Germania, Francia e Gran Bretagna – i tre paesi europei che, insieme a Stati Uniti, Russia e Cina hanno negoziato l’accordo. Insieme abbiamo deciso di iniziare a lavorare da subito su una serie di misure per mettere in sicurezza l’intesa, per far sì che i cittadini iraniani ne sentano i benefici, e per proteggere i nostri interessi economici. L’intenzione è di mantenere e approfondire i rapporti economici, anche con nuovi progetti – a cominciare dal campo energetico e dei trasporti – e di tutelare e incentivare le piccole e medie imprese europee che investono in Iran. La stessa unanime volontà di continuare a rispettare l’intesa è stata confermata ieri sera a Sofia dai capi di Stato e di governo dei 28 Stati membri dell’Unione, che hanno dato il loro avallo alle misure che in mattinata avevamo messo a punto durante la riunione della commissione a Bruxelles e che abbiamo...
Il cammino dei Balcani verso l’Unione europea

Il cammino dei Balcani verso l’Unione europea

Scrivo alla fine di una settimana dedicata soprattutto ai Balcani, al conflitto tra Israele e Palestina, e all’America Latina. Martedì a Strasburgo abbiamo presentato, come Commissione europea, la nostra Strategia per sostenere il cammino verso l’Unione europea dei nostri sei partner nei Balcani. Perché i Balcani sono parte del nostro continente, della nostra storia, e avranno un posto nel futuro dell’Unione. Qui il testo della Strategia, qui la conferenza stampa (anche in italiano), qui il mio intervento alla plenaria del Parlamento europeo. La scorsa settimana, a Bruxelles, avevo incontrato i tre membri della presidenza della Bosnia Erzegovina: Dragan Čović, Mladen Ivanić e Bakir Izetbegović. Qui il comunicato. In plenaria a Strasburgo abbiamo discusso anche del nostro sostegno all’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (l’Unrwa, qui il mio intervento), dopo che la scorsa settimana ho riunito a Bruxelles il gruppo dei donatori internazionali per la Palestina. per la prima volta dopo le tensioni delle ultime settimane, abbiamo riunito intorno a uno stesso tavolo israeliani e palestinesi, ma anche americani e i partner arabi. Qui la conferenza stampa. A margine della riunione ho incontrato il premier palestinese Rami Hamdallah e il ministro degli Esteri Riyad al Maliki, il ministro israeliano per la cooperazione regionale Tzachi Hanegbi, l’inviato speciale degli Stati Uniti Jason Greenblatt, i ministri degli Esteri della Giordania, Ayman al Safadi, dell’Egitto, Sameh Shoukri, degli Emirati Arabi, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, e della Norvegia, Ine Eriksen Søreide, e il commissario generale dell’Unrwa Pierre Krähenbühl. La scorsa settimana era iniziata con un incontro coi ministri del Mercosur, per portare avanti il negoziato in vista di un accordo tra Unione Europea e Argentina,...