Diario dall’Onu, giorno 3: l’esempio della Colombia, il lavoro per Siria e Libia

Diario dall’Onu, giorno 3: l’esempio della Colombia, il lavoro per Siria e Libia

L’assemblea generale delle Nazioni Unite è un compendio dei drammi e dei successi del mondo. E così, il giorno dell’apertura ufficiale dell’Assemblea Generale, ho avuto la gioia e l’onore di ricevere dal Presidente Juan Manuel Santos una copia firmata da lui dello storico accordo di pace che lunedì siglerà con le Farc a Cartagena, a conclusione di un sanguinoso conflitto durato 50 anni. L’Unione europea ha sostenuto i negoziati in questi anni, e continueremo ad essere concretamente a fianco della Colombia nella realizzazione degli accordi. Il coraggio dimostrato dalla Colombia dovrebbe essere di esempio al mondo: per quanto difficile e doloroso sia, anche il più atroce dei conflitti alla fine si risolve con la politica e non con le armi (è il tema del video che ho registrato oggi per la Giornata mondiale della pace, qui). Ed è questa la strada che stiamo faticosamente cercando di percorrere sulla Siria, e su cui abbiamo lavorato alla riunione del Gruppo internazionale di sostegno che abbiamo tenuto a New York, e ancora in serata alla riunione informale dei ministri degli Esteri del G7. La situazione sul terreno continua a essere drammatica, l’attacco al convoglio di aiuti con le insegne del Programma alimentare mondiale è stato una violazione inaccettabile del diritto internazionale, una barbarie che mette a rischio la consegna di aiuti umanitari a centinaia di migliaia di persone allo stremo (qui c’è il mio comunicato congiunto con Christos Stylianides). Nonostante le difficoltà, la tregua concordata da Russia e Stati Uniti una settimana fa deve essere ripristinata e tenere. Spetta prima di tutto a Usa e Russia, in quanto co-presidenti del Gruppo, farla...
Giorni difficili, ma la strada resta l’unità

Giorni difficili, ma la strada resta l’unità

Sono giorni difficili. Per noi, in Europa, e in altri paesi della nostra regione. Il terrorismo torna a colpire Tunisi, mentre a Bruxelles il livello di allerta resta massimo dopo giorni di misure straordinarie. Intanto, al confine tra Turchia e Siria un aereo russo viene abbattuto per aver invaso lo spazio aereo turco. La priorità in queste ore è preservare il difficile e faticoso processo che abbiamo messo in moto a Vienna per porre fine alla guerra in Siria, perché sappiamo bene che quella è la strada più efficace per sconfiggere Daesh: avviare una transizione politica in Siria, unire le forze contro il terrorismo che fa vittime innocenti tra i siriani come tra gli europei. Di questo ho parlato oggi con il Ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, e con il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg: dobbiamo evitare ogni ulteriore escalation, concentrare ed unire gli sforzi contro Daesh, portare avanti il processo politico avviato a Vienna. E unire la comunità internazionale in questo...
Un pensiero veloce sul Nobel per la Pace, la Tunisia e la regione

Un pensiero veloce sul Nobel per la Pace, la Tunisia e la regione

Sono anni che parliamo della Tunisia come dell’esempio da seguire. Dopo la rivoluzione del 2011 la Tunisia ha avuto i suoi problemi, ma li ha superati consolidando le istituzioni democratiche. E lo ha fatto col dialogo, la riconciliazione, l’unità nazionale. Il Quartetto per il dialogo nazionale in Tunisia indica agli altri paesi della regione la strada su come uscire da una fase difficile – è questo il messaggio più potente del Nobel per la Pace assegnato oggi. Qui il mio comunicato ufficiale in...