Corea, Siria, Libia: tre incontri per costruire la pace

Scrivo in viaggio per il Cairo, dove oggi insieme alla Lega Araba, all’Unione Africana e alle Nazioni Unite parteciperò alla riunione del Quartetto per la Libia – un incontro preparato con l’inviato speciale dell’Onu Ghassan Salamé nel corso del nostro incontro di giovedì scorso a Bruxelles. È stata una settimana impegnativa e importante. Innanzitutto per lo storico incontro di venerdì tra i leader delle due Coree: è il segno che la via della pace è possibile anche dopo sessant’anni di conflitto, se si ha il coraggio di praticare dialogo e diplomazia – ne ho scritto qui. Qui invece il comunicato sul mio incontro di mercoledì col ministro degli Esteri giapponese Tarō Kōno. Ma è stata anche la settimana della seconda conferenza di Bruxelles sul futuro della Siria, che ho presieduto insieme alle Nazioni Unite. A Bruxelles abbiamo mobilitato più di quattro miliardi di dollari per il 2018, per aiutare i siriani dentro e fuori dal paese. Ma soprattutto abbiamo cercato di sostenere il lavoro dell’Onu per rilanciare i negoziati tra le parti siriane e trovare una soluzione politica che metta fine alla guerra. Abbiamo dato voce alla società civile siriana, che ha dimostrato di saper mettere da parte le proprie differenze – politiche, etniche, sociali – e di voler e poter accompagnare un percorso di pace e riconciliazione. E abbiamo portato allo stesso tavolo tutti gli attori regionali e internazionali – dall’Arabia saudita all’Iran, dalla Turchia alla Russia e agli Stati Uniti. Abbiamo deciso di aprire la conferenza ascoltando Farah, una bambina siriana che vive in un campo in Giordania e sogna di fare la maestra. È per lei, il nostro impegno...
Il cammino dei Balcani verso l’Unione europea

Il cammino dei Balcani verso l’Unione europea

Scrivo alla fine di una settimana dedicata soprattutto ai Balcani, al conflitto tra Israele e Palestina, e all’America Latina. Martedì a Strasburgo abbiamo presentato, come Commissione europea, la nostra Strategia per sostenere il cammino verso l’Unione europea dei nostri sei partner nei Balcani. Perché i Balcani sono parte del nostro continente, della nostra storia, e avranno un posto nel futuro dell’Unione. Qui il testo della Strategia, qui la conferenza stampa (anche in italiano), qui il mio intervento alla plenaria del Parlamento europeo. La scorsa settimana, a Bruxelles, avevo incontrato i tre membri della presidenza della Bosnia Erzegovina: Dragan Čović, Mladen Ivanić e Bakir Izetbegović. Qui il comunicato. In plenaria a Strasburgo abbiamo discusso anche del nostro sostegno all’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (l’Unrwa, qui il mio intervento), dopo che la scorsa settimana ho riunito a Bruxelles il gruppo dei donatori internazionali per la Palestina. per la prima volta dopo le tensioni delle ultime settimane, abbiamo riunito intorno a uno stesso tavolo israeliani e palestinesi, ma anche americani e i partner arabi. Qui la conferenza stampa. A margine della riunione ho incontrato il premier palestinese Rami Hamdallah e il ministro degli Esteri Riyad al Maliki, il ministro israeliano per la cooperazione regionale Tzachi Hanegbi, l’inviato speciale degli Stati Uniti Jason Greenblatt, i ministri degli Esteri della Giordania, Ayman al Safadi, dell’Egitto, Sameh Shoukri, degli Emirati Arabi, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, e della Norvegia, Ine Eriksen Søreide, e il commissario generale dell’Unrwa Pierre Krähenbühl. La scorsa settimana era iniziata con un incontro coi ministri del Mercosur, per portare avanti il negoziato in vista di un accordo tra Unione Europea e Argentina,...
Prima di partire per l’Iran e il Sud-Est asiatico

Prima di partire per l’Iran e il Sud-Est asiatico

Si chiude una settimana ancora intensa, prima di altri due viaggi che dalla prossima settimana mi porteranno di nuovo in Iran, per la cerimonia di inaugurazione del presidente Hassan Rouhani (qui il comunicato) e poi a Manila per il vertice tra Unione Europea e ASEAN e per partecipare al Forum regionale dell’ASEAN. Sarà un’occasione anche per discutere con i nostri partner asiatici ed internazionali della situazione nella penisola Coreana. Qui il nostro comunicato in reazione all’ultimo test che la Corea del Nord ha effettuato venerdì. Dall’altra parte del mondo, il voto di oggi in Venezuela rischia di far crescere ulteriormente la tensione nel paese. Qui la mia dichiarazione a nome dei Ventotto paesi dell’Unione Europea. Per venire più vicini a noi, nei giorni scorsi, a Bruxelles, abbiamo preso una decisione importante: martedì abbiamo prolungato il mandato dell’Operazione Sophia, che da due anni combatte i trafficanti di uomini nel Mediterraneo e salva vite umane. Abbiamo deciso di ampliare i compiti della missione, con un migliore addestramento della guardia costiera libica. Qui la decisione del Consiglio. Lunedì e martedì abbiamo riunito a Bruxelles il Consiglio di associazione tra Egitto e Unione europea, per la prima volta dall’inizio delle rivolte nel mondo arabo. Qui la conferenza stampa. Negli stessi giorni abbiamo tenuto il Dialogo politico tra Turchia e Unione Europea: qui la conferenza stampa finale con il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu e quello per l’Europa Omer Celik. Egitto e Turchia sono due partner fondamentali per affrontare le principali crisi in Medio Oriente e Nord Africa: abbiamo discusso soprattutto della guerra in Siria, delle tensioni a Gerusalemme, della crisi nel Golfo al...
Tra i Baltico e il Mediterraneo

Tra i Baltico e il Mediterraneo

Quella che si è conclusa è stata una settimana che, dopo la visita alle Nazioni Unite a New York, ho passato tra nord e sud, tra il Mediterraneo e il Baltico. Scrivo di ritorno da Roma, dove è stata un’emozione per me tornare alla Camera, per aprire insieme a Laura Boldrini e a Piero Grasso l’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo. Insieme ai parlamentari dei paesi dell’Unione Europea, dei Balcani, del Medio Oriente e del Nord Africa, abbiamo discusso del lavoro che stiamo facendo per rimuovere ostacoli e costruire nuovi canali di accesso – soprattutto per i giovani e le donne – al mercato del lavoro, alle istituzioni, alla partecipazione nella società e in politica. Qui il mio intervento. Mercoledì, a Bruxelles, avevo incontrato alcuni dei nostri vicini del Mediterraneo: il ministro degli esteri tunisino Khémaies Jhinaoui, per preparare il Consiglio di associazione tra Unione Europea e Tunisia, con un’attenzione particolare proprio alle opportunità per i giovani (qui il comunicato); e il ministro turco per l’Europa, Omer Celik, per parlare del futuro dei nostri rapporti con la Turchia. Giovedì il lavoro sul versante sud è proseguito alla conferenza per la Somalia, a Londra, con il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres, e il Presidente dell’Unione Africana Moussa Faki – che sarà con noi domani a Bruxelles, per un Consiglio dei Ministri degli Esteri dei 28 stati membri quasi interamente dedicato all’Africa. Qui il mio intervento alla conferenza sulla Somalia, qui quello alla sessione sugli aiuti umanitari per far fronte alla carestia che sta affliggendo il Corno d’Africa. Dal sud al nord, venerdì ero in Estonia, per preparare insieme il primo semestre di...
Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Scrivo dopo la prima riunione del Consiglio europeo a 27, senza la Gran Bretagna, per decidere insieme la nostra posizione nei negoziati sulla Brexit. Oggi ho visto una grande unità e la consapevolezza della responsabilità – per noi che rimaniamo – di far funzionare al meglio la nostra Unione, per il bene dei cittadini europei e per promuovere pace e sviluppo nel mondo. L’Unione Europea resterà infatti, anche senza la Gran Bretagna, la seconda economia del mondo, il più grande mercato, il più grande motore di sviluppo e di cooperazione sulla terra. Qui quello che ho detto ai giornalisti arrivando all’incontro. Nei giorni scorsi ero invece a Malta, per la riunione informale dei ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto. Tre giorni di lavoro comune che hanno portato alcuni risultati importanti. Sulla difesa, innanzitutto. Abbiamo deciso di continuare a procedere verso una vera Unione Europea della sicurezza e della difesa: stiamo preparando una “cooperazione rinforzata” tra Stati membri sulla difesa e un meccanismo annuale di coordinamento delle spese militari, per dare più sicurezza agli europei e investire in modo più efficiente. E stiamo rimuovendo gli ostacoli che finora hanno impedito di usare i “battlegroup”, la forza di reazione rapida europea. Qui l’arrivo alla riunione dei ministri della Difesa e la conferenza stampa finale. E qui la visita alla nave San Giusto dell’Operazione dell’Unione Europea Sophia, che continua a salvare vite nel Mediterraneo, arrestare trafficanti e aiutare la guardia costiera libica a fare lo stesso all’interno delle loro acque territoriali. Ma non ci siamo occupati solo di difesa. Con i ministri degli Esteri ieri abbiamo concordato una posizione comune sullo...