Risultati concreti sulla difesa europea

Risultati concreti sulla difesa europea

Negli ultimi giorni il lavoro è stato particolarmente intenso, con risultati importanti e concreti sulla difesa europea. Abbiamo fatto passi avanti che fino a solo un anno fa sarebbero sembrati del tutto impossibili. Giovedì scorso, a Bruxelles, è nato il primo centro di comando unico per le missioni militari europee di addestramento e assistenza: quando abbiamo cominciato a parlarne, qualche mese fa, mi sono sentita dire che ci sarebbero voluti anni. Ci abbiamo messo qualche settimana. Qui il comunicato ufficiale. Sempre giovedì ero a Saragozza, in Spagna, per inaugurare il primo centro di addestramento europeo per il trasporto aereo militare. Fino a qualche anno fa, gli equipaggi dei paesi europei dovevano andarsi ad addestrare negli Stati Uniti. Oggi finalmente possono farlo in Europa, in una struttura comune per tutti gli Stati membri, che sta già generando interesse anche fuori dall’Unione Europea. Qui il mio discorso a Saragozza. Mercoledì, invece, ero a Bruxelles per inaugurare ufficialmente il Fondo europeo per la difesa, che finanzierà progetti comuni di ricerca e di sviluppo industriale nel settore militare (qui la conferenza stampa con Jyrki Katainen). Sono tutti passi concreti e importanti verso un’Unione Europea della sicurezza e della difesa: è la risposta migliore al bisogno di sicurezza dei cittadini europei e dei nostri partner, ma anche a chi accusa la nostra Unione di essere troppo lenta e burocratica. Le cose cambiano, quando c’è la volontà di farle cambiare per il meglio. Ne ho parlato venerdì alla Conferenza di Praga sulla sicurezza (qui il mio discorso), e ieri in Finlandia insieme al presidente Sauli Niinistö (alla conferenza di Kultaranta, qui). E qui il documento sul futuro...
Di ritorno dall’Africa

Di ritorno dall’Africa

Scrivo di ritorno dall’Africa – il mio decimo viaggio in due anni nell’Africa sub-sahariana. Perché quella regione è fondamentale per l’Europa, per il Mediterraneo, per la sicurezza e la stabilità del nostro continente. Prima in Liberia, per incontrare la presidente Ellen Johnson Sirleaf – Premio Nobel per la pace e prima donna eletta alla presidenza di un paese africano – e per il vertice della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Ecowas). È una regione dove la democrazia sta prendendo piede in modo sempre più forte, una Comunità di Stati che crede – come noi europei – che la cooperazione e l’integrazione regionale siano il miglior modo per garantire la pace e la sicurezza collettiva: lo abbiamo visto in Gambia, dove l’intervento dell’Ecowas ha consentito una transizione pacifica dopo le ultime elezioni presidenziali. Qui il mio intervento al vertice. Seconda tappa della visita è stata in Mali, un paese fondamentale per la stabilità del Sahel, del Nord Africa e del Mediterraneo, che sta cercando di risollevarsi dopo la guerra civile e di arginare la minaccia del terrorismo. L’Unione Europea dà un contributo unico alla stabilità di quella regione – e quindi della nostra regione: stiamo mobilitando aiuti umanitari, ma anche incentivi agli investimenti privati, un Fondo fiduciario per affrontare le cause che spingono uomini e donne del Sahel a lasciare le proprie case, e un fondamentale sostegno dei nostri militari ed esperti di sicurezza. Ho cominciato visitando le due missioni europee – una civile, una militare – che stanno aiutando le forze armate e di polizia del Mali a farsi carico della sicurezza del loro paese. Ho partecipato alla...
Il dolore di Manchester. La nostra risposta

Il dolore di Manchester. La nostra risposta

Si chiude una settimana dolorosa, segnata dalla strage di lunedì sera a Manchester. Un attacco contro i giovani, la loro voglia di vivere, di stare insieme, di divertirsi insieme. Da mamma non riesco a non pensare al dolore infinito di quelle famiglie. Come istituzioni europee, abbiamo immediatamente offerto alla Gran Bretagna tutto il nostro sostegno, rafforzando lo scambio di informazioni e la collaborazione tra i nostri servizi di intelligence. Ma la risposta più forte sta nella voglia di continuare a vivere. “We don’t look back in anger”, guardiamo avanti con speranza e non indietro con rabbia, cantavano e dicevano le persone che si sono raccolte, per reagire insieme, per le strade di Manchester. Anche del nostro lavoro comune contro il terrorismo abbiamo parlato a Bruxelles giovedì con Donald Trump, che ha visitato le istituzioni europee nel corso del suo primo viaggio all’estero da presidente americano, dopo la visita del Vice-presidente Mike Pence nel primo mese della nuova Amministrazione, e i tanti incontri che ho avuto con Rex Tillerson, James Mattis, HR McMaster, Jason Greenblatt, Nikki Haley. Stati Uniti e Unione Europea continuano a lavorare insieme: sia sulle priorità comuni – dalla Siria all’Ucraina – sia sulle questioni sulle quali le nostre posizioni sono diverse – anche su quelle il confronto e il dialogo restano aperti, e utili. E questa settimana abbiamo avuto anche la prima visita a Bruxelles di Emmanuel Macron da presidente. Con lui e con il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian ho parlato del lavoro comune che ci attende e di come rilanciare e rafforzare la nostra Unione Europea. Anche nel settore della sicurezza e della difesa. Infatti questa...
Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Una forza di pace e sicurezza, anche dopo Brexit

Scrivo dopo la prima riunione del Consiglio europeo a 27, senza la Gran Bretagna, per decidere insieme la nostra posizione nei negoziati sulla Brexit. Oggi ho visto una grande unità e la consapevolezza della responsabilità – per noi che rimaniamo – di far funzionare al meglio la nostra Unione, per il bene dei cittadini europei e per promuovere pace e sviluppo nel mondo. L’Unione Europea resterà infatti, anche senza la Gran Bretagna, la seconda economia del mondo, il più grande mercato, il più grande motore di sviluppo e di cooperazione sulla terra. Qui quello che ho detto ai giornalisti arrivando all’incontro. Nei giorni scorsi ero invece a Malta, per la riunione informale dei ministri degli Esteri e della Difesa dei Ventotto. Tre giorni di lavoro comune che hanno portato alcuni risultati importanti. Sulla difesa, innanzitutto. Abbiamo deciso di continuare a procedere verso una vera Unione Europea della sicurezza e della difesa: stiamo preparando una “cooperazione rinforzata” tra Stati membri sulla difesa e un meccanismo annuale di coordinamento delle spese militari, per dare più sicurezza agli europei e investire in modo più efficiente. E stiamo rimuovendo gli ostacoli che finora hanno impedito di usare i “battlegroup”, la forza di reazione rapida europea. Qui l’arrivo alla riunione dei ministri della Difesa e la conferenza stampa finale. E qui la visita alla nave San Giusto dell’Operazione dell’Unione Europea Sophia, che continua a salvare vite nel Mediterraneo, arrestare trafficanti e aiutare la guardia costiera libica a fare lo stesso all’interno delle loro acque territoriali. Ma non ci siamo occupati solo di difesa. Con i ministri degli Esteri ieri abbiamo concordato una posizione comune sullo...