Una giornata storica per l’Unione

Una giornata storica per l’Unione

Oggi è stata davvero una giornata storica per l’Unione europea: ventitré paesi europei hanno sottoscritto l’impegno per una “Cooperazione strutturata permanente” nel campo della difesa. Tecnicamente si chiama Pesco, praticamente è la base della futura difesa europea. Gli Stati membri hanno deciso di lavorare insieme per rafforzare la sicurezza dei cittadini europei, di razionalizzare le spese investendo insieme in ricerca e in sviluppo di nuovi mezzi, di mettere in campo iniziative comuni per essere più efficaci ed efficienti. Perché stare insieme significa affrontare meglio un contesto internazionale più fragile che mai. Ricevere la lettera formale di notifica firmata da ventitré ministri è stata un’emozione. Le porte del cambiamento si sono aperte un anno e mezzo fa, quando per la prima volta ho lanciato agli Stati membri la proposta di gettare finalmente dopo sessant’anni le basi di quella difesa comune immaginata già dai padri fondatori dell’Ue. È stata una scommessa sulla capacità dell’Unione europea di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato, di fronte a un mondo in cambiamento rapidissimo. E ce l’abbiamo fatta. Abbiamo dato l’esempio di una Unione che può servire le priorità degli Stati membri e portare risultati, un esempio che spero possa essere seguito in altri campi. E abbiamo superato i tabù del passato, comprese alcuni timori che una difesa europea possa essere in competizione con la Nato: al contrario, in questi anni abbiamo reso ancora più solido il rapporto con l’Alleanza Atlantica. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, è regolarmente invitato alle riunioni di ministri della Difesa europei, così come io sono ospite delle ministeriali Nato. Un’Europa più forte rende più forte anche la Nato....
A Roma, al lavoro su Europa della difesa e diplomazia culturale

A Roma, al lavoro su Europa della difesa e diplomazia culturale

Oggi scrivo da Roma, dopo una giornata di lavoro sulla difesa europea e sulla nostra diplomazia culturale – due temi su cui l’iniziativa dell’Italia è stata e continua a essere importantissima. Prima alla Camera dei deputati, col Partito democratico e il gruppo dei Socialisti e Democratici, per parlare di cultura come elemento centrale della nostra politica estera. Grazie al lavoro che abbiamo fatto insieme, la missione civile che l’Unione europea sta per lanciare in Iraq potrà contare anche su un esperto di beni culturali – per aiutare le forza di sicurezza irachene a preservare il loro patrimonio culturale, devastato dai terroristi, e ad affrontare la questione del contrabbando delle opere d’arte. È una promessa che diventa realtà, e che verrà estesa anche alle nostre altre missioni. Poi una bella conversazione all’Istituto di affari internazionali con Roberta Pinotti, sullo straordinario lavoro di questi mesi verso una Unione europea della sicurezza e della difesa. Perché due terzi dei cittadini europei hanno capito che le minacce di oggi sono troppo complesse per qualsiasi Stato, e vanno affrontate insieme a livello europeo. Qui il video dell’incontro (l’integrale e qualche...
Non possiamo scegliere in che epoca vivere. Ma possiamo cambiare la nostra epoca

Non possiamo scegliere in che epoca vivere. Ma possiamo cambiare la nostra epoca

Scrivo dopo una settimana trascorsa tra Bruxelles e la Germania, conclusa con un Consiglio europeo che aveva in agenda tante questioni importanti per la sicurezza degli europei e del mondo. A partire dalla Corea del Nord: i capi di governo dei Ventotto hanno sostenuto la nostra decisione di imporre nuove sanzioni contro Pyongyang, nel tentativo di aprire un canale di dialogo per uscire dalla crisi (qui le conclusioni del Consiglio). Venerdì pomeriggio, qui a Bruxelles, ne ho parlato anche con il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Kang Kyung-wha (qui c’è il comunicato). Il Consiglio ha anche dato il suo sostegno al lavoro che stiamo facendo per preservare l’accordo sul nucleare iraniano, per gestire i flussi migratori e per lo sviluppo del continente africano. Ne parlo qui con i giornalisti. E poi abbiamo confermato che entro la fine dell’anno saremo in grado di avviare, per la prima volta nella storia dell’Unione, una Cooperazione permanente tra Stati membri sulla difesa. È il completamento di un lavoro che va avanti da quasi due anni, ma anche l’inizio di un capitolo nuovo, per un’Unione che sia ancora di più forza di pace e di sicurezza per gli europei e per il mondo. Altre tre cose importanti di questi giorni. Oggi, a Ginevra, l’Unione europea ha ospitato insieme al Kuwait una conferenza per aiutare i profughi Rohingya in fuga dal Myanmar. Abbiamo annunciato altri 30 milioni di aiuti per i Rohingya in Bangladesh, qui il comunicato. E della situazione in Myanmar – anche in vista del vertice Europa-Asia che si terrà lì a novembre – ho discusso mercoledì scorso con Aung San...