Una forza di pace, dai Balcani all’Afghanistan

Una forza di pace, dai Balcani all’Afghanistan

Ho passato la settimana tra l’Asia centrale, i Balcani e Bruxelles. Prima a Tashkent, in Uzbekistan, dove ho aperto i lavori della conferenza internazionale di pace per l’Afghanistan insieme al presidente afghano Ashraf Ghani e quello uzbeko Shavkat Mirziyoyev. È stato un momento importante, per raccogliere il sostegno internazionale alla proposta di Ghani di aprire negoziati tra il suo governo e i talebani. Lì ho potuto portare la disponibilità dell’Unione europea ad accompagnare questo processo, con tutta la nostra forza – politica, diplomatica ed economica – per aiutare a ricucire il tessuto della società afgana, la sua democrazia, e a rafforzare la cooperazione e le connessioni tra l’Afghanistan e i suoi vicini. Qui il mio intervento in apertura della conferenza. La conferenza di Tashkent è stata anche l’occasione per incontrare il presidente afgano Ghani (qui il comunicato) e quello uzbeko Mirziyoyev, ma anche il ministro degli Esteri indiano MJ Akbar, quello pakistano Muhammad Asif, e i ministri degli Esteri dei cinque paesi dell’Asia centrale, con i quali abbiamo dato seguito alle decisioni che avevamo preso durante il nostro incontro a Samarcanda alla fine dello scorso anno. Qui il comunicato. Dall’Uzbekistan a Belgrado, per discutere con il presidente serbo Aleksandar Vucic del futuro del dialogo con Pristina – facilitato dall’Unione europea – all’indomani di un episodio di tensione molto grave avvenuto lunedì in Kosovo. Qui il nostro comunicato congiunto. Poi di ritorno a Bruxelles, dove abbiamo approvato con la Commissione europea un piano per rimuovere gli ostacoli – fisici e burocratici – che rendono complicato ai militari europei di muoversi all’interno del nostro continente. Uno degli impegni presi nel contesto del lavoro che stiamo facendo...
Per un’Europa più sicura, più autonoma e forte

Per un’Europa più sicura, più autonoma e forte

La settimana che si è conclusa ha segnato un momento storico per l’integrazione europea. Martedì si è riunito per la prima volta nella storia dell’Unione un consiglio dei ministri nel formato Cooperazione strutturata permanente: con i ministri della difesa dei 25 stati membri che ne fanno parte abbiamo approvato i primi diciassette progetti della difesa europea e la tabella di marcia per procedere sulla strada di una collaborazione sempre più stretta nella ricerca e nella produzione, per rendere l’Europa più sicura, più autonoma e per rafforzare la nostra industria della difesa. Con i ministri di tutti i 28 gli Stati membri abbiano anche incontrato la vicesegretaria generale della Nato, Rose Gottemoeller, per far avanzare ancora una collaborazione che negli ultimi anni è diventata intensa come mai prima, con 74 progetti comuni che già stiamo realizzando. E abbiamo fatto un punto sulle sedici missioni militari e civili europee. Qui la conferenza stampa dopo l’incontro. Della svolta per una difesa europea e dell’impegno sempre più forte dell’Unione nelle sfide globali, a cominciare dall’immigrazione, si parla in un documentario dal titolo Europe at Sea. La regista, Annalisa Piras, per due anni ha seguito il nostro lavoro e venerdì il film è stato presentato a Bruxelles. Si può guardare qui. La chiave di tutto il nostro lavoro, ben raccontata anche nel film, è la collaborazione. Tra Stati membri, con i nostri partner nel mondo, con le grandi organizzazioni multilaterali. Come l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa: lunedì ho incontrato a Bruxelles il segretario generale, Thomas Greminger, per discutere delle crisi ancora aperte dentro l’Europa, a cominciare dall’Ucraina. Proprio a Kiev sarò questa...
Dodici cose da portare nel 2018

Dodici cose da portare nel 2018

È stato un anno difficile per il mondo, ma come ogni anno anche il 2017 ci ha dato momenti importanti e alcune cose buone, ottenute spesso con tanto lavoro, tanta energia e un gran lavoro di squadra. Come ogni primo dell’anno, provo a ricordare le dodici cose dell’anno appena finito che porto con me nell’anno nuovo. Dodici momenti speciali, che hanno segnato il mio 2017.   Il rilancio dell’Unione, a partire dalla difesa È stato l’anno della ripresa del cammino di unità dell’Europa. Due immagini per raccontarlo: l’anniversario dei sessant’anni della nostra Unione, il 25 marzo a Roma. Non una cerimonia per celebrare il passato, ma un impegno concreto a rilanciare e rafforzare l’Unione Europea, insieme (ne avevo scritto qui). A partire dall’Europa della difesa: dopo mesi di lavoro serrato, a dicembre, ho potuto annunciare l’inizio di una cooperazione strutturata permanente in materia di difesa. È uno dei sogni dei fondatori dell’Unione che si realizza, insieme a un pacchetto di misure che comprende anche un fondo europeo per la difesa e una rafforzata cooperazione con la Nato (ho spiegato tutto il contenuto di questo pacchetto difesa davanti al Parlamento europeo, qui il video). È un modo per essere più efficaci e più autonomi, da europei, anche nel campo della sicurezza. E diventare un punto di riferimento sempre più affidabile per i nostri partner nel mondo.   Al lavoro con l’Africa per i migranti Un momento che racconta migliaia di storie: a novembre ad Abidjan, in Costa d’Avorio, con i primi ministri dei paesi dell’Unione europea e dell’Unione africana, per il primo Summit tra le nostre due Unioni. Il segno di...
Una giornata storica per l’Unione

Una giornata storica per l’Unione

Oggi è stata davvero una giornata storica per l’Unione europea: ventitré paesi europei hanno sottoscritto l’impegno per una “Cooperazione strutturata permanente” nel campo della difesa. Tecnicamente si chiama Pesco, praticamente è la base della futura difesa europea. Gli Stati membri hanno deciso di lavorare insieme per rafforzare la sicurezza dei cittadini europei, di razionalizzare le spese investendo insieme in ricerca e in sviluppo di nuovi mezzi, di mettere in campo iniziative comuni per essere più efficaci ed efficienti. Perché stare insieme significa affrontare meglio un contesto internazionale più fragile che mai. Ricevere la lettera formale di notifica firmata da ventitré ministri è stata un’emozione. Le porte del cambiamento si sono aperte un anno e mezzo fa, quando per la prima volta ho lanciato agli Stati membri la proposta di gettare finalmente dopo sessant’anni le basi di quella difesa comune immaginata già dai padri fondatori dell’Ue. È stata una scommessa sulla capacità dell’Unione europea di lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato, di fronte a un mondo in cambiamento rapidissimo. E ce l’abbiamo fatta. Abbiamo dato l’esempio di una Unione che può servire le priorità degli Stati membri e portare risultati, un esempio che spero possa essere seguito in altri campi. E abbiamo superato i tabù del passato, comprese alcuni timori che una difesa europea possa essere in competizione con la Nato: al contrario, in questi anni abbiamo reso ancora più solido il rapporto con l’Alleanza Atlantica. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, è regolarmente invitato alle riunioni di ministri della Difesa europei, così come io sono ospite delle ministeriali Nato. Un’Europa più forte rende più forte anche la Nato....