Tante identità nazionali, un’identità europea comune

Tante identità nazionali, un’identità europea comune

Scrivo dopo una settimana in cui ho attraversato l’Europa da un estremo all’altro, da Lisbona a Helsinki. In pochi giorni ho avuto l’occasione di vedere alcuni dei tanti volti del nostro continente, che ha mille culture e mille identità: eppure c’è qualcosa che ci tiene uniti, una identità comune che non cancella i mille volti dell’Europa ma li riassume. Ho parlato di questa identità europea, di cosa rappresenta per me, inaugurando la fiera del libro di Francoforte. Qui ci sono il video e il testo del mio discorso, insieme al premier georgiano Mamuka Bakhtadze.

La settimana era cominciata a Barcellona, al Forum regionale dell’Unione del Mediterraneo. La nostra regione è il teatro di troppe guerre e conflitti: l’Unione per il Mediterraneo ci dà l’occasione di lavorare su progetti concreti che migliorano la vita dei cittadini della nostra regione, creando cooperazione anche tra paesi che in genere non dialogano tra di loro. Qui il mio intervento, qui la conferenza stampa di Barcellona.

Poi a Lisbona, per incontrare il premier Antonio Costa, il ministro degli Esteri Augusto Santos Silva e il ministro uscente della Difesa José Azeredo Lopes (qui la conferenza stampa). E ho sentito per telefono il nuovo ministro della Difesa, João Gomes Cravinho, che al momento è ambasciatore dell’Unione europea in Brasile.

Dal Portogallo alla Finlandia, dove ho avuto due grandi onori. Prima all’Università di Tampere, ho ricevuto un dottorato di ricerca “honoris causa”: nel mio discorso ho parlato dell’Europa come progetto di pace, non solo nel nostro continente ma nel mondo – qui il video. Poi, mercoledì sera, sono intervenuta alla cena per celebrare i dieci anni del Premio Nobel per la Pace a Martti Ahtisaari – qui il mio intervento e la conversazione con Lyse Doucet della Bbc. E in Finlandia ho incontrato anche il premier Juha Sipilä, qui la nostra conferenza stampa.

Di ritorno a Bruxelles, sono intervenuta (in video) all’incontro dei parlamentari di tutta Europa che si occupano di Esteri e di Difesa, e ho chiuso la conferenza che abbiamo organizzato insieme al Parlamento europeo sugli osservatori elettorali.

Ieri invece ho incontrato il presidente cileno Sebastian Piñera, il ministro degli esteri turkmeno Rasit Meredov, e tre interlocutori importanti dalle Nazioni Unite: l’inviato per la Libia Ghassan Salamé, il direttore del World Food Program David Beasley e la rappresentante speciale per le migrazioni Louise Arbour.