Viaggio in Turchia: il nostro sostegno ai rifugiati, e molto altro

Viaggio in Turchia: il nostro sostegno ai rifugiati, e molto altro

Di ritorno da una visita ufficiale in Turchia, dove insieme al Commissario per l’allargamento Hahn e a quello per gli aiuti umanitari Stylianides abbiamo incontrato il Presidente Erdogan, il Primo Ministro Davutoglu, i Ministri degli esteri e degli affari europei, ma anche i leader di tutti i partiti e gruppi parlamentari – maggioranza e opposizione – e studenti e professori della Middle East Technical University di Ankara.

Dopo mesi passati a definire un accordo su come gestire insieme il flusso di rifugiati, in modo dignitoso e sostenibile, questa è stata l’occasione per fare il punto sulla realizzazione degli impegni presi: da un lato il nostro sostegno alla Turchia per progetti rivolti all’accoglienza dei rifugiati, con un’attenzione particolare alla necessità di garantire ai bambini siriani la possibilità di andare a scuola e prevenire così che si perdano intere generazioni; dall’altro l’impegno delle autorità turche a smantellare le organizzazioni dei trafficanti e intensificare il controllo dei flussi – non solo di rifugiati ma anche di migranti che usano la rotta della Turchia per entrare in Europa.

Ma il rapporto tra Unione Europea e Turchia non può limitarsi a questo tema, pure fondamentale per entrambi. La visita è stata innanzitutto utile per affrontare in modo sistematico tutti gli altri dossier che sono prioritari sia per l’Unione Europea sia per la Turchia: il lavoro diplomatico per mettere fine alla guerra in Siria e avviare la transizione a Damasco; il contrasto a Daesh e la cooperazione sull’anti-terrorismo e sui foreign fighters; la soluzione della questione di Cipro; la costruzione di un equilibrio regionale capace di contenere e superare le tensioni in Medio Oriente; il conflitto israelo-palestinese; la cooperazione economica e nel campo dell’energia.

E ancora: i negoziati per l’adesione, a partire dai capitoli 23 e 24 sullo stato di diritto, l’indipendenza del sistema giudiziario, i diritti e le libertà fondamentali, inclusa la libertà di stampa e di associazione. Ed è stato importante non limitare gli incontri a quelli istituzionali, ma avere anche un confronto diretto con i partiti politici e con il mondo accademico, tanto vitale e tanto in difficoltà in questo periodo.

Al centro degli incontri c’è stata anche la situazione di gravissima tensione nel sud-est del paese, la necessità urgente di un cessate il fuoco e di un ritorno immediato al processo di pace per risolvere la questione curda. Proprio nel sud-est del paese, a Mardin, oggi avrei dovuto incontrare il sindaco, il governatore, e visitare un progetto finanziato dall’Unione Europea di sostegno ai rifugiati. Abbiamo dovuto purtroppo rimandare il viaggio, perché il nostro volo è stato cancellato, ma ho avuto con entrambi lunghe telefonate.

Ora di ritorno a Bruxelles, dove stasera avremo uno dei periodici incontri tra commissari socialisti e gruppo S&D al Parlamento Europeo. E domani in Commissione discuteremo – tra le altre cose – le proposte per fare in modo che Schengen possa essere gestito e preservato.