Di ritorno dall’Ucraina. Al lavoro su Siria e Medio Oriente

Di ritorno dall’Ucraina. Al lavoro su Siria e Medio Oriente

Scrivo alla fine di una settimana trascorsa tra Kiev, Strasburgo e Roma. Prima in Ucraina, domenica scorsa e lunedì, per discutere delle riforme che il governo ha avviato negli ultimi anni e della guerra nella parte orientale del paese. Oggi l’Unione europea e l’Ucraina sono più vicine che mai, ma c’è ancora tanto lavoro da fare per affrontare le questioni che stanno più a cuore agli ucraini, a partire dalla lotta alla corruzione.

Ne ho parlato con il presidente Petro Poroshenko e con il premier Volodymyr Groysman, con il ministro degli Esteri Pavlo Klimkin, ma anche con i rappresentanti della società civile e con un gruppo di studenti dell’università di Kiev – qui il nostro incontro. Della situazione nel Donbass e in Crimea ho discusso con il ministro per i territori occupati Vadym Chernysh, con il capo della missione Osce nel Donbass, con il rappresentante dell’Osce nel gruppo trilaterale e con la Croce rossa internazionale. Lunedì al Consiglio Affari Esteri discuteremo proprio di Ucraina – qui la nostra posizione di non-riconoscimento dell’annessione della Crimea, che abbiamo riconfermato in occasione del quarto anniversario.

Dall’Europa orientale al Medio Oriente: il resto della settimana l’ho dedicato soprattutto alla situazione in Siria, in Libano e in Palestina. Prima a Strasburgo, alla plenaria del Parlamento europeo, abbiamo discusso della situazione nella Ghouta orientale e ad Afrin, e del lavoro che stiamo facendo non solo per portare aiuti umanitari alla popolazione siriana, ma anche per riavviare i colloqui di pace a Ginevra. Qui il mio intervento in Aula e la replica ai parlamentari.

Poi a Roma, per due incontri importanti. Giovedì mattina con i donatori internazionali dell’Agenzia dell’Onu per i profughi palestinesi, l’Unrwa, il cui prezioso lavoro rischia di essere compromesso dalla decisione americana di sospendere i finanziamenti all’Agenzia. Il lavoro dell’Unrwa – con settecento scuole e decine di ospedali – è fondamentale per la tenuta e la stabilità di tutto il Medio Oriente: preservare l’Agenzia è un nostro interesse comune, e per questo l’Unione europea ha deciso di anticipare il proprio finanziamento di quest’anno all’Unrwa. Qui il mio intervento a Roma.

Nel pomeriggio, con il governo libanese, abbiamo lavorato​ per aumentare il sostegno internazionale alla sicurezza del Libano: un paese che ha dimostrato una resistenza incredibile di fronte al caos mediorientale, e che dà speranza a tutta la nostra regione. Qui il mio discorso, in cui annuncio 50 milioni di investimenti dell’Unione europea per la sicurezza libanese.

Di Medio Oriente e di Siria, ma anche dell’accordo sul nucleare iraniano, di Corea, di Yemen e di migrazioni ho parlato con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres – che ho visto a Roma a margine degli altri incontri.

Qui invece i miei interventi al parlamento europeo su immigrazione, Cuba, Asia centrale e sul lavoro diplomatico con le due Coree. Domani accoglierò a Bruxelles il ministro degli Esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, che sarà ospite al nostro Consiglio affari esteri di lunedì.