Un partner affidabile, dall’America latina all’Estremo Oriente

Un partner affidabile, dall’America latina all’Estremo Oriente

Scrivo alla fine di una lunga settimana di incontri che sono stati non solo testimonianza di legami solidi e di un impegno costante dell’Unione europea per risolvere le crisi più difficili, ma anche del ruolo di partner affidabile che viene sempre di più riconosciuto all’Unione. Per il modo tutto europeo di porsi come attore globale, che si parli di diplomazia o di sicurezza, nel segno della cooperazione e del sostegno al multilateralismo.

L’Unione europea è stata ed è di sostegno al processo di pace in Colombia. Ne abbiamo parlato con il presidente Juan Manuel Santos, premio Nobel per la pace. Dopo il suo discorso di mercoledì al Parlamento europeo, ci siamo trovati a Bruxelles per una conversazione sul difficile processo di pace in Colombia, un modello per altri conflitti. Con coraggio e pazienza, Santos ha negoziato un accordo che non solo ha portato al disarmo delle Farc ma che porterà benefici a lungo termine a tutti i colombiani. Qui il nostro incontro.

E l’Unione europea continua a essere di sostegno al processo negoziale delle Nazioni Unite in Siria: nei giorni scorsi ho ricevuto di nuovo a Bruxelles una delegazione dell’opposizione siriana (qui il comunicato).

Così come in Libia. Martedì a Parigi ho partecipato all’incontro organizzato da Emmanuel Macron per sostenere il percorso di stabilizzazione del paese. La comunità internazionale può accompagnare, come sta facendo, il lavoro delle Nazioni Unite – che in Libia come ovunque nel resto del mondo danno forza e garanzie a tutte le parti in conflitto. Ne ho parlato martedì pomeriggio, subito dopo l’incontro, al Parlamento europeo: qui il video.

È il questo il grande valore del multilateralismo e della cooperazione, di cui l’Unione continua a essere pilastro e che considera la cornice migliore per garantire pace e sicurezza. Innanzitutto attraverso il lavoro per il disarmo e la non proliferazione. Per questo l’Unione europea è decisa a preservare l’accordo nucleare con l’Iran e sostiene lo sforzo internazionale per il disarmo della Penisola Coreana.

Ne ho parlato in questi giorni con i ministri degli Esteri del Giappone, Taro Kono, e della Repubblica di Corea, Kang Kyung-wha.

E con il Consigliere di Stato cinese Wang Yi, che ho incontrato a Bruxelles per il “dialogo strategico” tra Unione europea e Cina. Insieme abbiamo discusso dei grandi temi della politica internazionale, dall’Iran al Medio Oriente, dalla Corea all’Afghanistan. Ma anche di diritti umani. E di rapporti economici e commerciali.

L’Unione europea mantiene fermo il principio che il commercio internazionale deve essere libero ed equo, e che le regole internazionali vanno rispettate. Non vogliamo guerre commerciali con nessuno, ma siamo decisi a proteggere i nostri investimenti e le nostre economie. Anche di questo ho parlato nella conferenza stampa dopo l’incontro con Wang. Qui invece un mio editoriale sulla cooperazione con l’Asia in materia di sicurezza, di cui abbiamo parlato lunedì al Consiglio affari esteri.

Di tutelare l’interesse europeo, alla sicurezza innanzitutto, abbiamo parlato anche Consiglio affari esteri di lunedì che ha avuto in agenda discussioni su Iran, Gaza, Venezuela e Repubblica democratica del Congo. Qui la conferenza stampa.

Ed è nell’interesse europeo anche la soluzione di questioni da troppo tempo aperte dei Balcani a noi vicini. Lunedì mattina, a margine del consiglio Affari Esteri, abbiamo incontrato il ministro degli Esteri di Skopje Nikola Dimitrov: un accordo tra Skopje e Atene sulla “questione del nome” è vicino, sarebbe una buona notizia non solo per i Balcani ma per tutto il nostro continente. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti prima dell’incontro.

È nell’interesse europeo anche allargare e consolidare i rapporti con in nostri partner orientali, come la Bielorussia. In settimana ho incontrato anche il ministro degli Esteri bielorusso Vladimir Makei, qui il comunicato.

Infine, questa è stata una settimana difficile e importante per l’Italia. Un grande grazie a Paolo Gentiloni e a tutti i ministri del suo governo per l’enorme lavoro fatto insieme in questi anni, e buon lavoro a Giuseppe Conte e al nuovo governo.