A Bruxelles, un punto di riferimento per i nostri partner

A Bruxelles, un punto di riferimento per i nostri partner

Scrivo al termine di una settimana in cui abbiamo accolto a Bruxelles decine di ministri, in rappresentanza di alcuni dei nostri partner più stretti.

Abbiamo iniziato lunedì con la Libia, con un incontro con il primo ministro Fayez al Serraj, e con una sessione del Consiglio Affari Esteri insieme all’inviato speciale dell’Onu per la Libia Ghassam Salameh, per discutere di come fermare i combattimenti nel paese e rilanciare il negoziato politico guidato dalle Nazioni Unite. Qui le parole che ho scambiato coi giornalisti lunedì mattina, qui il comunicato sul mio incontro con Serraj, qui quello fatto insieme ai 28 Stati membri.

La Libia è stato uno dei temi che abbiamo affrontato anche coi ministri degli Esteri e della Difesa dei cinque paesi del Sahel, in una riunione congiunta martedì coi ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione. Abbiamo discusso soprattutto di come rafforzare la forza militare congiunta del G5 Sahel, che svolge un ruolo fondamentale per contrastare terrorismo e criminalità organizzata nella regione. Qui la conferenza stampa di martedì, dove si parla di Sahel. A margine della riunione, ho incontrato bilateralmente i ministri di tutti e cinque i paesi.

Lunedì abbiamo ricevuto anche una visita del Segretario di Stato americano Mike Pompeo. Nel corso della giornata avevo convocato una riunione con i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Gran Bretagna per ribadire il nostro sostegno all’accordo sul nucleare iraniano, e insieme abbiamo ricordato che è fondamentale evitare una escalation di tensione e violenza nel Golfo. Qui la conferenza stampa di lunedì in cui parlo di Iran e della visita di Pompeo.

Di cooperazione transatlantica abbiamo discusso anche martedì coi ministri della Difesa europei e la vice-segretario della Nato Rose Gottemoeller. Coi ministri abbiamo poi proseguito il lavoro sui 34 progetti che gli Stati membri hanno avviato insieme nel campo della difesa. Qui la conferenza stampa e il comunicato.

Lunedì e martedì abbiamo anche festeggiato i dieci anni della “Partnership orientale” tra Unione europea e sei paesi dell’est Europa che non fanno parte dell’Unione. Una partnership che ha reso più forti tutti e sei i nostri partner, con benefici concreti per i loro cittadini e per tutti gli europei. Qui il comunicato che ha concluso i lavori della nostra ministeriale congiunta lunedì, qui il mio intervento alla conferenza del giorno dopo.

Giovedì è stata la volta dell’incontro coi ministri europei dello sviluppo, dove abbiamo ospitato l’inviato speciale dell’Onu per i giovani Jayathma Wickramanayake. Con lei abbiamo parlato di investimenti per l’occupazione e l’educazione dei giovani, ma anche di come aprire le nostre istituzioni al contributo delle nuove generazioni.

E i giovani sono stati anche al centro del Consiglio di associazione tra Unione europea e Tunisia, venerdì. Qui la conferenza stampa al termine dell’incontro.

Durante la settimana è proseguito il lavoro sul Venezuela: con il Gruppo internazionale di contatto abbiamo mandato una missione politica a Caracas per incontri ai massimi livelli con tutti gli interlocutori rilevanti. Qui il comunicato. E di Venezuela ho parlato anche con Mike Pompeo durante il nostro incontro di lunedì.