Una settimana, quattro continenti

Una settimana, quattro continenti

La settimana passata l’ho trascorsa tra quattro continenti, dall’Afghanistan all’America Latina fino a Tunisi e a Bruxelles, lavorando su alcune delle aree del mondo cui noi europei continuiamo a guardare con apprensione ma anche con speranza, di là dalla distanza geografica: l’Asia centrale, l’Afghanistan, il Venezuela, la Libia e il Medio Oriente.

Di Asia centrale abbiamo parlato a lungo lunedì scorso a Islamabad con i leader pakistani. L’occasione del viaggio è stato il “dialogo strategico” tra Unione europea e Pakistan, un paese centrale per la stabilità di tutta l’Asia. Con il presidente Arif Alvi, il premier Imran Khan, il ministro degli Esteri Shad Mehmood Qureshi e con il capo di Stato Maggiore dell’Esercito pakistano Qamar Javed Bajwa, abbiamo discusso delle nostre relazioni bilaterali, ma anche e soprattutto di pace e sicurezza in quella regione del mondo: abbiamo parlato a lungo di quello che Europa e Pakistan possono fare per accompagnare i negoziati di pace in Afghanistan (qui il comunicato), e sulle recenti tensioni tra India e Pakistan. Non solo. Dopo l’attentato contro la comunità musulmana di Christchurch, in Nuova Zelanda, abbiamo ragionato sulla necessità di uno sforzo comune per impedire che si diffondano i semi dell’islamofobia. Allo stesso tempo, dobbiamo lavorare insieme contro la radicalizzazione e il terrorismo. Qui la conferenza stampa con Qureshi. Del ruolo fondamentale che possono svolgere la società civile e soprattutto le donne nella crescita e nella stabilizzazione di un Paese abbiamo parlato con un gruppo di donne pachistane rappresentanti della società civile.

Da Islamabad a Kabul, per sostenere la prospettiva di un processo politico che porti alla pace tra il governo afgano e i talebani. È un momento decisivo per mettere fine alla guerra in Afghanistan – dopo la proposta coraggiosa del presidente Ashraf Ghani di aprire una trattativa. Negli incontri col presidente Ghani, il capo dell’esecutivo Abdullah Abdullah e il capo della missione Onu Tadamichi Yamamoto, ho offerto tutto il sostegno europeo ai negoziati, con un piano in cinque punti per accompagnare il processo che si sta avviando. Qui la conferenza stampa con Ghani.

Dall’Asia al Sud America. a Quito, in Ecuador, per seconda la riunione del Gruppo internazionale di contatto sul Venezuela che abbiamo creato insieme ad alcuni paesi europei e latinoamericani. È l’unica iniziativa internazionale che dialoga con tutte le parti venezuelane, con l’obiettivo comune di portare il paese a nuove elezioni – per una soluzione pacifica e democratica alla crisi. Qui il mio intervento in apertura della riunione, la conferenza stampa finale e la mia dichiarazione sulla decisione illegittima di interdire Juan Guaidó dai pubblici uffici. Il viaggio in Ecuador è stato anche l’occasione per incontrare il presidente Lenin Moreno e il ministro degli Esteri José Valencia Amores.

Gli ultimi due giorni li ho passati a Tunisi per il Summit della Lega Araba. Il primo appuntamento è stata la riunione del Quartetto internazionale sulla Libia – di cui l’Unione europea fa parte insieme a Nazioni Unite, Lega araba e Unione africana – a poche settimane dalla Conferenza nazionale che si terrà a Ghadames (qui la conferenza stampa). Poi al vertice della Lega araba: abbiamo un interesse comune a collaborare per affrontare le crisi della nostra regione, a partire da Siria, Yemen, Libia e dal conflitto tra Israele e Palestina, ma anche per rendere le nostre società più aperte e inclusive. Qui il mio intervento. A Tunisi ho anche incontrato il primo ministro Youssef Chahed, il re di Giordania Abdullah II e il presidente iracheno Barham Salih (qui il comunicato).