All’Assemblea generale dell’Onu: Iran, Siria, Israele e Palestina

All’Assemblea generale dell’Onu: Iran, Siria, Israele e Palestina

Ieri ho scritto della settimana trascorsa a New York per l’Assemblea generale dell’Onu. Qui qualche dettaglio in più sul lavoro fatto per preservare l’accordo nucleare con l’Iran, per riavviare i negoziati per la pace in Siria, e per tenere in vita e rilanciare la soluzione dei due Stati per Israele e Palestina.

Salvare l’accordo con l’Iran, per la nostra sicurezza comune

A New York ho riunito i ministri degli Esteri di Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, Russia e Iran per constatare ancora una volta che l’Iran sta rispettando i patti, come certificato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Insieme stiamo lavorando a un meccanismo per consentire alle nostre aziende di continuare a lavorare in Iran. Ne ho parlato alla conferenza stampa dopo l’incontro (qui), con Fareed Zakaria al Bloomberg Global Forum, e con Christiane Amanpour alla CNN. L’accordo con l’Iran funziona, e la strada dei negoziati multilaterali è necessaria anche per risolvere la questione coreana: ne ho parlato all’incontro sul Trattato per la messa al bando dei test nucleari.

Il nostro contributo per rilanciare i negoziati sulla Siria

La guerra in Siria può finire solo con un accordo tra siriani, negoziato grazie alle Nazioni Unite. A New York abbiamo lavorato per ridare slancio alle trattative guidate da Staffan de Mistura, l’inviato dell’Onu, e Staffan è stato nostro ospite alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea – ne parlo qui coi giornalisti. Poi abbiamo riunito i ministri di oltre cinquanta paesi – dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Turchia all’Iran al mondo arabo – per discutere di come sostenere il lavoro dell’Onu. E per annunciare una nuova conferenza a Bruxelles, a marzo, per accompagnare i negoziati e dare voce alla società civile siriana. Qui il mio intervento.

Tenere in vita il sogno di Oslo 

Sono passati esattamente 25 anni dagli accordi di Oslo, per la creazione di due Stati in Israele e Palestina, ma oggi quel sogno viene smantellato un pezzo alla volta. A New York abbiamo raggiunto due obiettivi importanti: abbiamo mobilitato risorse straordinarie per salvare l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi, così che mezzo milione di bambini palestinesi possa continuare ad andare a scuola; e abbiamo confermato che l’unica soluzione realistica è quella dei due Stati, alla riunione dei donatori per la Palestina. Qui le parole che ho scambiato con i giornalisti dopo i due incontri.