Uniti e determinati

Uniti e determinati

Scrivo di ritorno da Tallinn, dove ho tenuto la riunione dei ministri degli esteri e della difesa dell’Unione Europea, al termine di una settimana difficile sul piano delle tensioni internazionali, dopo l’ultimo test nucleare della Corea del Nord. A queste tensioni abbiamo saputo rispondere con determinazione e unità, con alcune decisioni importanti, che spiego qui.

Con i ministri degli esteri in questi giorni abbiamo anche affrontato la crisi in Venezuela, con l’impegno a proseguire i contatti per facilitare una soluzione alla crisi, in particolare coi nostri partner latino-americani; e il conflitto tra Israele e Palestina, con la decisione di avviare una revisione delle modalità del nostro impegno sul terreno, non certo per diminuirlo ma anzi per rafforzarne l’efficacia rispetto alla realizzazione dell’unico obiettivo realistico per una soluzione del conflitto, quello dei due stati. Altro punto importante in agenda, per il quale si sono uniti a noi i ministri dei cinque paesi candidati ad entrare nell’Unione Europea: la prevenzione della radicalizzazione e il contrasto al terrorismo. Qui la conferenza stampa dopo la riunione dei ministri degli Esteri, e qui il mio incontro con i parlamentari delle commissioni esteri e difesa di tutta Europa per discutere le priorità della nostra politica estera e di sicurezza comune.

Perché a Tallinn, in questi giorni, abbiamo anche portato avanti il lavoro sulla sicurezza e difesa comune europea. Prima con un’esercitazione sulla cyber-security, insieme anche (per la prima volta) al segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, e poi con decisioni importanti sull’aumento del nostro impegno comune, europeo, in due aree strategiche per noi come il Sahel e il Corno d’Africa. Ma con i ministri della Difesa abbiamo soprattutto lavorato sulla preparazione della Cooperazione rafforzata permanente tra Stati membri e del Fondo Europeo per la Difesa, che dovremmo essere in grado di lanciare entro la fine dell’anno. Qui la conferenza stampa a Tallinn sulla difesa.

La difesa europea, la Corea del Nord, i nostri rapporti con la Turchia e con i nostri partner dei Balcani erano stati temi al centro anche della mia visita in Slovenia a inizio settimana, nei miei incontri con il presidente Borut Pahor, il premier Miro Cerar, il ministro degli esteri Karl Viktor Erjavec, della difesa Andreja Katic, dell’interno Vesna Gyorkos, con le commissioni esteri e difesa del parlamento, nonché al Forum strategico di Bled.

Lì ho incontrato Yukiya Amano, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica; Lassina Zerbo, il segretario esecutivo dell’Organizzazione per il trattato per la messa al bando dei test nucleari; il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu (qui le mie parole a Bled sulla Turchia); monsignor Paul Gallagher, segretario vaticano per i rapporti con gli Stati; il ministro di stato degli Esteri indiano MJ Akbar, e il ministro degli Esteri della Moldova Andrei Galbur, prima di partecipare all’incontro del Processo di cooperazione del Sud-Est europeo (Seecp). Qui il mio intervento al Forum di Bled, soprattutto su Corea del Nord e Balcani.