Con Obama, per un mondo libero dalla minaccia nucleare

Con Obama, per un mondo libero dalla minaccia nucleare

Oggi scrivo da Washington, dove rappresento l’Unione Europea al quarto Summit sulla sicurezza nucleare organizzato da Barack Obama. Un appuntamento importante, in un momento così drammatico della nostra storia, con la minaccia del terrorismo che è globale, e che colpisce l’Europa, il Medio Oriente, l’Africa, l’Asia, l’America. Proprio in queste ore, a Wavre si celebrano i funerali di Patricia Rizzo, la funzionaria italiana delle istituzioni europee rimasta uccisa negli attentati di Bruxelles. Da qui, abbraccio i suoi famigliari: il loro dolore oggi è il dolore di tutta l’Italia, di tutta l’Europa. Ed anche per lei, per tutte le vittime del terrorismo, dobbiamo rafforzare il nostro impegno.

Il rischio che organizzazioni terroristiche possano arrivare ad avere accesso a materiale nucleare impone a tutta la comunità internazionale di unire le forze e coordinarsi su tutte le misure possibili per impedirlo: rafforzare la sicurezza, scambiare informazioni, cooperare.

Federica Mogherini and Barack Obama at the White HouseMa sappiamo bene che questa è solo una parte del nostro lavoro: dobbiamo essere capaci della stessa unità nel prevenire la radicalizzazione, contrastare i canali di finanziamento del terrorismo, e mettere fine a quelle crisi che offrono a Daesh opportunità di crescere, a cominciare dalla Siria e dalla Libia.

Questo Summit è anche un modo per riprendere la visione che Obama aveva tracciato a Praga all’inizio del suo mandato: un mondo libero da armi nucleari, dove la sicurezza nucleare è uno dei tasselli di un disegno più grande, di cui fanno parte anche l’impegno per la non proliferazione e per il disarmo nucleare. Così, l’incontro di oggi segna anche un elemento importante dell’eredità politica di Obama, nel suo ultimo anno alla Casa Bianca e a pochi mesi dall’accordo sul nucleare iraniano che abbiamo raggiunto dopo tanti anni di difficile negoziato.

E proprio nelle prossime ore ci riuniremo con Obama e i capi di Stato e di governo dei Paesi che hanno lavorato al negoziato con Teheran, per fare un punto sull’attuazione dell’intesa, insieme anche al direttore generale dell’Agenzia atomica internazionale, Yukiya Amano.