Da Washington al Kosovo al Vaticano

Da Washington al Kosovo al Vaticano

Scrivo in viaggio da Pristina a Roma, dove in Vaticano parteciperò alla cerimonia di consegna del premio Charlemagne a Papa Francesco, per il suo messaggio sull’Europa.

EU High Representative Federica Mogherini addresses members of the Kosovo parliament during a session in Pristina on May 5, 2016.In Kosovo oggi ho incontrato il presidente Hashim Thaçi, il primo ministro Isa Mustafa, il presidente del Parlamento Kadri Veseli, esponenti dell’opposizione e della società civile, ma soprattutto ho avuto l’opportunità di parlare alla plenaria del Parlamento il giorno dopo la proposta della Commissione di abrogare l’obbligo di visto per i cittadini kossovari per soggiorni di breve periodo nell’area Schengen. Un risultato importante, soprattutto per quel 70 per cento di under30 che si sente pienamente europeo. Un risultato frutto del lavoro di squadra fatto in questi mesi a Bruxelles e a Pristina. E per la prima volta da mesi, oggi anche l’opposizione ha partecipato alla seduta parlamentare. Qui il discorso che ho fatto al Parlamento, qui la conferenza stampa.

Di Kosovo e Balcani ho parlato anche nei miei incontri a Washington, mercoledì, con John Kerry e Susan Rice. Così come si è discusso di Libia, Siria e Ucraina, migrazione e Africa, Medio Oriente: tutte questioni su cui Stati Uniti ed Europa hanno lavorato e continuano a lavorare insieme (qui la conferenza stampa con Kerry). La nostra cooperazione non è forte solo in ambito multilaterale, ma anche bilaterale.

P031542000901-525005Proprio a Washington ho co-presieduto con Kerry il consiglio energia UE/Usa, insieme ai miei colleghi Maros Sefcovic e Miguel Arias Cañete, e al segretario americano all’energia  Ernest Moniz, con cui tanto abbiamo lavorato per l’accordo con l’Iran. Il rapporto tra Europa e Stati Uniti non solo è più solido che mai, ma che è anche più che mai cruciale su tutti gli scacchieri di crisi. Lo ha ricordato bene il presidente Obama quando solo pochi giorni fa ha messo in guardia dai rischi di un’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

I risultati più importanti che la diplomazia internazionale ha incassato lo scorso anno sono stati frutto proprio della collaborazione Usa/UE: l’accordo con l’Iran, l’intesa sul clima e i nuovi obbiettivi di sviluppo sostenibile. È stata la dimostrazione che la cooperazione tra le due sponde dell’Atlantico è cruciale non solo per noi ma per tutto il mondo.